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venerdì 3 gennaio 2014

Le qualità del capo

E’ ormai un dato di fatto, la sfida per le imprese sportive si è spostata dal terreno dei corsi tecnici innovativi e delle lezioni accattivanti, al fronte delle competenze e conoscenze manageriali e della comunicazione.
Le imprese sportive che riescono a chiudere i propri bilanci in attivo, sono certamente quelle che hanno dedicato tempo e risorse economiche allo sviluppo del knowledge formativo, spingendo le figure professionali coinvolte verso modelli manageriali più evoluti e preparati per affrontare un mercato sempre più difficile e competitivo. La realtà è più dura che mai, le nuove discipline (zumba, functional, pole-dance, trx, etc.) non riescono a garantire alle imprese sportive quei flussi di cassa previsti dal budget ed è per questo che, nella convinzione di riuscire a coprire i costi di gestione, introducono sempre più nuove e scintillanti discipline, senza comprendere, invece, l’importanza determinante della formazione manageriale e dei vari collaboratori coinvolti.

Oggi, il potere dei manager sportivi passa ancora dall’ obsoleto leader, comandante autoritario e poco stratega, anziché, dal manager ultra moderno, coinvolto e capace in tecniche di persuasione e comunicazione.

Il mondo è cambiato e cambierà ancora rapidamente, ma se non se ne prende atto, si correrà il rischio, con il nuovo anno, di vedere cadere una dopo l’altra, anche le imprese del mercato del fitness, settore che è stato tra gli ultimi ad essere coinvolto dalla crisi economica, ma che a differenza di altri settori che oggi provano a reagire, le nostre aziende sportive continuano a nascondere la testa sotto la sabbia del palliativo “no-profit” e della giustificazione: “noi siamo solo una palestra!” esponendosi al rischio “CLOSED”!

Come ci insegnano Carla Curina Cucchi e Maurizio Grassi nel loro testo “L’arte di dirigere” il nuovo processo manageriale (vedi immagine sotto) passa per la ristrutturazione di certi reparti aziendali (funzione di organizzazione), alla progettazione e proposta di nuovi programmi organizzativi (funzione di pianificazione), applicando una leadership capace di influenzare persone e gruppi coinvolti, per condurli verso il raggiungimento di obiettivi accuratamente pianificati e raggiungibili solo se si utilizzano al meglio le capacità e le abilità di ciascuno. Il Leader dovrà concentrarsi sulle fasi di progettazione e pianificazione preventiva e dedicare tempo alla fase di direzione/guida e controllo cercando di far conciliare gli obiettivi generali dell’impresa con quelli particolari degli individui e dei vari gruppi coinvolti.




Se tenete alla vostra azienda e siete alla ricerca del modo migliore per diventare un leader efficace e riconosciuto dai propri collaboratori, è il momento di iniziare a dedicare tempo al processo di cambiamento personale, alla vostra formazione e preparazione al ruolo; solo allora la vostra azienda potrà ripartire e credere in un nuovo progetto, che stimoli, motivi e guidi tutti i vostri collaboratori verso il raggiungimento degli obiettivi aziendali effettivi, in un processo di mutamento non solo organizzativo ma anche è soprattutto comunicativo, modificando comportamenti e atteggiamenti che fino ad oggi non vi avevano portato altro che insuccessi e frustrazione.
Respirare il profumo di un clima aziendale felice e sereno, ottenere obiettivi economici che soddisfino l’imprenditore e i suoi collaboratori, armarsi di strategie e azioni in grado di affrontare efficacemente le insidie di questo mercato, sono oggi desideri fattibili e raggiungibili ma necessitano di un impegno importante e di grandi qualità, le qualità del capo!

di Antonio Lombardi