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venerdì 29 marzo 2013

I problemi al collo: cause e rimedi

 

Alcuni dei fastidi più ricorrenti del nostro fisico coinvolgono nello specifico il nostro collo; lottiamo e soffriamo per il torcicollo, le contratture e le infiammazioni neuro-muscolari che ci complicano le giornate e difficilmente riusciamo a risolverle definitivamente. Diventa importante, per riuscire ad imboccare la strada della risoluzione di questi problemi dolorosissimi, Imparare a conoscere i muscoli e capire come essi lavorano per noi; proviamo a descrivere in maniera semplice il MUSCOLO TRAPEZIO e l’ELEVATORE DELLA SCAPOLA.

MUSCOLO TRAPEZIO

La parte superiore del muscolo trapezio, muscolo pari e simmetrico, disegna la linea laterale del collo a partire dal cranio fino alle spalle.

L’allungamento di questo muscolo e dell’elevatore della scapola è importante per chi vuole mantenere in buona condizione il tratto cervicale della colonna vertebrale e le spalle. Il trapezio è un muscolo molto potente e sempre accorciato. L a sua estensibilità condiziona i movimenti del collo e delle spalle. E la sua forza è verificabile con grande facilità: è sufficiente cercare di impedire a qualcuno il movimento di sollevamento delle spalle per rendersene conto.

 

ELEVATORE DELLA SCAPOLA

Il muscolo elevatore della scapola è un muscolo biarticolare che origina dai processi trasversi della 1a-4a vertebra cervicale. La sua parte superiore è coperta dal muscolo sternomastoideo, mentre la parte inferiore è situata profondamente rispetto al trapezio . Si inserisce sull'angolo mediale e nella parte alta del margine vertebrale della scapola. Innalza la scapola, la intraruota, la adduce e partecipa alla sua stabilizzazione. In caso di contrazione bilaterale estende il collo. In caso di contrazione unilaterale inclina il collo dallo stesso lato. Interviene nell'inspirazione forzata .

E' innervato dai r ami del plesso cervicale e del plesso brachiale (C3-C5

 

 

La sindrome della scapola bloccata
La scapola è quell’osso che permette diversi movimenti della spalla e del braccio, che fa cioè da “connessione” tra la spalla, il braccio, la cassa toracica e la colonna vertebrale. In realtà è un osso della cui importanza fondamentale spesso ci dimentichiamo, perché è nascosto sotto diversi
strati muscolari, anche se basta toccare la spina della scapola e muovere l’arto superiore per accorgerci come sia una parte integrante fondamentale di molte attività quotidiane anche banali.

Un muscolo che può dare problemi anche importanti, è il muscolo elevatore della scapola. Questo muscolo ha due funzioni che spesso accavalliamo.

 

Elevatore della scapola

La prima funzione è quella appunto di elevare la scapola, la sua contrazione provoca l’elevazione della spalla,
• La seconda è ruotare e piegare il collo quando la scapola resta fissa.


Come è evidente, sono due tipi di movimenti che compiamo di continuo tutto il giorno e anche di notte. Quando eleviamo la scapola per tensioni involontarie rendiamo difficile, faticosa la rotazione del collo (posizione della marcia indietro nella macchine) e la piegatura del collo (pos. Orecchio dx spalla dx). Di notte poi se assumiamo posizioni anomale e poco fisiologiche, (quando per esempio ci addormentiamo sul fianco) più o meno improvvisamente il muscolo cede e si verifica un’ipercontrazione muscolare incontrollata e dolorosa.

La sindrome del muscolo elevatore della scapola si manifesta in forma di un dolore cervicale basso, che talvolta può prendere la forma di un torcicollo basso; di un dolore nella regione dorsale alta che è la forma più tipica; di una sindrome dolorosa della spalla che s’irradia anche posteriormente, oppure in modo talvolta vago ma anche sub-acuto, si può manifestare con un dolore irradiato all’arto superiore.

Spesso il dolore al braccio e alla scapola sono associati per due motivi. Uno neurologico, in quanto il muscolo è innervato dal terzo e quarto nervo cervicale (plesso cervicale) e dal nervo dorsale della scapola, che origina invece dalla quinta radice cervicale (plesso brachiale), e sono gli stessi che vanno ad innervare, oltre al dorso, anche la spalla ed il braccio; ed uno osteoarticolare, in quanto se si blocca la spalla, specialmente se avviene in modo lento e il deficit è cronico, si tende a compensare con dei movimenti non completamente fisiologici di altri muscoli e articolazioni, che poi ne possono soffrire. Inoltre il terzo e quarto nervo cervicale innervano anche il muscolo romboide, il che giustifica il dolore irradiato al dorso di lato alla scapola.

Le cause di questa sindrome sono sia periferiche, per affaticamento cronico in seguito a sforzi prolungati che ci fanno stare con il collo girato o inclinato su un lato, magari con la spalla sollevata, come parlare a lungo al telefono trattenendo la cornetta tra orecchio e spalla, portare
una borsa pesante o uno zaino su una spalla sola, tenere un bambino piccolo in braccio, etc. Sia di origine vertebrale cervicale che vanno dalle alterazioni dovute all’invecchiamento del rachide, all’osteoartrosi, a pregressi traumi da incidente stradale come un tamponamento anche di lieve
entità.

DOLORI CRONICI

A volte l’elevatore della scapola è sede di dolori intenso che hanno origine nelle vicine strutture delle 7 cervicali. Se questi dolori cronici al collo vengono trascurati, anche il trapezio perde elasticità e le sue proprietà muscolari. E comincia a far male sia durante il movimento sia alla semplice palpazione. Una ridotta estensibilità del trapezio superiore e dell’elevatore della scapola determina anche un innalzamento di tutto il cingolo scapolo-omerale e crea le condizioni per una dinamica alterata nei movimenti del braccio ( il ritmo scapolo-omerale ). Durante il gesto atletico questi problemi facilitano le lesioni ai tendini e alle borse dell’articolazione (quei piccoli sacchetti, a pareti membranose e piene di liquido sieroso, che si trovano interposti tra ossa e tendini muscolari e che favoriscono il movimento dell’articolazione). Altri aspetti da considerare sono la tensione emotiva e lo stress, che in molte persone portano un aumento di tono dei muscoli trapezi e una notevole difficoltà a rilassarsi. Stati d’ansia e di tensione o anche una stanchezza posturale protratta influenzano la condizione dei muscoli del collo, li rendono dolenti, poco elastici
estensibili.

UTILITA’

E’ utile anche per correggere le asimmetrie alle spalle e la scoliosi

Quando si acquista sensibilità negli esercizi, è frequente rilevare che esistono possibilità di movimento differenti tra un lato e l’altro. Questa situazione può essere la conseguenza di abitudini asimmetriche (è abbastanza frequente nelle donne che portano la borsa sempre dallo stesso lato trovare un innalzamento di quella spalla ). Tra gli scopi degli esercizi di allungamento muscolare c’è anche il riequilibrio di queste asimmetrie. Ma è meglio, per certi aspetti, rispettarle, cioè è inutile di pensare di riequilibrare le spalle in un giorno o due di esercizi, impegnandosi a più non posso ( strada sicura per procurarsi problemi e dolori ). Inoltre, molte asimmetrie alle spalle


non dipendono dai muscoli trapezi ma sono conseguenza di deviazioni della colonna vertebrale nel tratto dorsale che non possono essere corrette attraverso gli esercizi di allungamento.

 

ESERCIZI

Gli esercizi proposti in queste pagine, anche se sono rivolti soprattutto ai muscoli trapezi nella loro parte superiore, coinvolgono altre strutture muscolari e articolazioni adiacenti. In particolare, parti dei muscoli sterno-cleido-mastoideo ( laterali del collo ),dei muscoli scaleni e della capsula
articolare delle scapole-omerali e delle articolazioni intervertebrali.

 

1. Il primo esercizio di stiramento consiste nell'inclinazione laterale del capo e del collo: si porta l'orecchio destro verso la spalla destra, il sinistro verso la spalla sinistra. Si deve prestare attenzione soprattutto a 2 elementi: il tronco deve rimanere allineato e la spalla dalla parte opposta a quella dove viene compiuto il movimento non deve alzarsi. Il movimento è di pura inclinazione laterale, senza rotazione del collo e del capo. Per ottenere un giusto movimento si deve mantenere lo sguardo in avanti. E' meglio effettuare l'esercizio davanti a uno specchio fino a quando non si è ben sicuri di controllare alla perfezione il movimento.

 

2. Il secondo esercizio è simile al primo, ma utilizza una lieve pressione della mano e del braccio per aumentare la tensione sul trapezio e sulla muscolatura laterale del collo. La spalla opposta non è coinvolta nel movimento. Il ritorno alla posizione di partenza deve essere lento. E' meglio effettuare le prime ripetizioni mantenendo solo per 10-15 secondi la tensione, soprattutto se non si sono svolti altri esercizi per il tratto cervicale.

3. Nel terzo esercizio si introduce l'abbassamento del cingolo scapolo-omerale attraverso una trazione esercitata sul braccio opposto al lato dove avviene il movimento. La testa e il collo si inclinano di lato e la mano di quel lato afferra ( dietro la schiena ) sopra al polso l'altro braccio e o spinge verso il basso. Il movimento del collo e delle braccia non deve produrre alcun effetto sul tronco, che rimane allineato nella posizione di partenza.

4. Il quarto esercizio è il più impegnativo e sottopone il trapezio a una maggiore tensione. Lo si esegue dopo un periodo di allenamento con gli esercizi precedenti. In piedi o seduti su di uno sgabello, meglio se davanti allo specchio almeno le prime volte, con il braccio piegato al gomito, si spinge la punta del gomito in basso come se si premesse un pulsante. Il braccio dell'altro lato va piegato al gomito. La tensione può essere dolorosa per la spinta verso il basso del gomito e perché l'inclinazione è rafforzata dalla pressione della mano e dall'abbassamento in spinta del cingolo scapolo omerale. Si consigliano tempi brevi di trazione e un ritorno lento alla posizione di partenza.

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