-

giovedì 31 ottobre 2013

lunedì 7 ottobre 2013

percorso “La comunicazione al servizio dell’allenatore”

percorso con sportlab osilo

Workout di Functional Circuit Training

Sabato 9 Novembre 2013 presso la palestra Athlon Club di Cagliari, si terrà un workout di allenamento funzionale in modalità Circuit training. Per partecipare è sufficiente prenotare il posto al 340.2322494

promo workout 9 novembre

sabato 7 settembre 2013

Non sarai mai un supereroe se credi alla mente

 

Quante volte, vi è capitato di sentire da un vostro collega di lavoro la frase: “Non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, purtroppo c’è troppa crisi nel mercato!” e automaticamente vi siete sentiti di condividere tale affermazione? Ebbene quell’ affermazione ha generato nella vostra mente un meccanismo depotenziante che giustificando l’insuccesso come dipendente da fattori esterni ne generalizza il ragionamento catalogandolo come “normale” e togliendovi così l’energia per operare un cambiamento!

Questa è una credenza depotenziante!

Generalmente una credenza nasce come un’idea, una semplice opinione. Un’opinione è qualcosa di cui ci sentiamo relativamente certi ma con dei riferimenti deboli a sostegno di questa opinione e spesso si basano solo su semplici impressioni. Ma nel momento in cui cominciamo a trovare elementi di conferma, soprattutto di carattere emozionale o da affermazioni di persone a noi vicine, che ci colpiscono fortemente in modo piacevole o spiacevole, ecco che una nostra opinione può trasformarsi in una credenza, qualcosa che crediamo sia così “a prescindere” dalla realtà.

Il livello di fiducia che le persone hanno nelle proprie credenze le rende talvolta refrattarie alla ricezione di nuove informazioni che potrebbero in qualche modo minare le credenze stesse, impedendoci di operare un cambiamento positivo.

Quando una credenza poi diventa talmente radicata in noi da indurci a pensare che se dovessimo in qualche modo cambiarla ciò metterebbe in discussione la nostra stessa identità, allora la credenza diventa una convinzione.

young superman cartoon wallpaperIl guaio di tutte queste convinzioni è che diventano limitazioni della nostra vita futura, ci impediranno di prendere decisioni future riguardo ciò che siamo o che sappiamo fare. I nostri talenti risulteranno inutili e spesso anche la nostra carriera lavorativa ne risulterà condizionata in maniera negativa.

La maggior parte delle nostre credenze non è altro che una generalizzazione di una o più esperienze passate, basate su interpretazioni di fatti realmente accaduti e spesso vissuti da altri.

Il problema è che, una volta adottata una credenza, dimentichiamo che si tratta solo di un’interpretazione. Cominciamo a trattare le nostre credenze come se fossero realtà, come se fossero vangelo. Anzi, raramente, per non dire mai, mettiamo in dubbio le convinzioni che ci siamo fatti da un pezzo. Se provate a chiedervi perché gli uomini si comportano in un certo modo, dovete ricordare che gli individui non agiscono mai a caso: tutte le nostre azioni sono il riflesso delle nostre credenze. Qualunque cosa facciamo, il risultato della nostra convinzione, a livello conscio o inconscio, è quella cosa che ci condurrà al piacere o perlomeno ci allontanerà dal dolore.

Come afferma Anthony Robbins: “Se volete operare cambiamenti concreti e duraturi nel vostro comportamento dovete cambiare le convinzioni che ve lo impediscono”.

lunedì 2 settembre 2013

Fitness in mobilità: ecco i maggiori trend del mercato secondo Logotel

Fitness sempre più imprescindibile dal mobile. In tutto il mondo è infatti boom di social fitness, come riporta la service design company Logotel: non solo si stanno moltiplicando i siti web, ad esempio, in cui gli iscritti rilasciano opinioni sulle proprie prestazioni, ma sono ormai centinaia le App disponibili per confrontare esperienze, prodotti, prestazioni e brand legati al tema del wellness. Basta girare la rete per scoprire realtà come il social media show Reebok Fit Club (nel quale cinque blogger hanno la possibilità di esplorare il mondo del fitness e cambiare il proprio stile di vita grazie a coach e trainers) o come Fitstadium (che offre la possibilità di mantenere un diario di allenamento automatizzato online, commentabile e visibile da altri utenti). In un’era in cui tutti siamo sempre più ininterrottamente connessi a qualche device, emergono app come Fitocracy, che aiuta gli utenti a svolgere attività fisica partecipando a sfide sportive all’interno di una community, o strumenti come Jawbone Up, bracciale che rileva anche i più piccoli movimenti del corpo per registrare informazioni su come ci muoviamo, dormiamo, mangiamo e su quale sia il nostro stato d’animo.

web

Un fitness, insomma, sempre più da condividere. Secondo i dati riportati da Logotel, gli italiani che oggi praticano un’attività sportiva sono circa 40 milioni, con un giro d’affari di 3 miliardi di euro annui ai quali vanno aggiunti altri 2,5 miliardi di un indotto che comprende abbigliamento, accessori e integratori alimentari. E sono ben 11 milioni gli italiani che spendono o si dichiarano pronti a spendere fino a 1.200 euro all’anno per prodotti e servizi destinati al benessere fisico. Tutto questo sta dando vita ad un ricco ecosistema di ‘specialisti’ con le tecnologie digitali in prima fila a svolgere un prezioso ruolo di supporto per milioni di persone. Secondo un’analisi svolta dallo studio Lab 42, il 51% delle persone che praticano attività fisica non possono fare a meno del proprio smartphone per ascoltare musica, per utilizzare App per il conteggio di calorie, passi o battiti cardiaci o per condividere con gli amici gli ultimi risultati su Facebook. Un cliente sempre più ‘mobile’, insomma, necessita di servizi personalizzati, tascabili e accessibili 24/7; esigenze che un retailer/brand può e deve intercettare per costruire soluzioni su misura.

“Oggi stanno emergendo moltissime comunità digitali accomunate da uno stile di vita votato al fitness; community che possono essere spontanee, guidate dai retailer o progettate ad hoc dai produttori” spiega Cristina Favini, Strategist e Manager of Design Logotel, “e saperle intercettare o addirittura lanciare è una sfida importante, che consente di governare azioni di ingaggio, sia social che di esperienza fisica, per portare fidelizzazione sul web e pedonabilità all’interno del negozio, secondo quel modello di integrazione tra online e offline che definiamo Retail Iceberg. Da un punto di vista antropologico le community di social fitness incarnano tutte le leve motivazionali che possono determinare il successo di un’azione di engagement: desiderio di affermazione e di auto-miglioramento da parte degli individui, senso di appartenenza collettiva a una ‘tribù’, ricerca continua di nuovi stimoli e informazioni. Ed è su queste leve che brand e retailer possono lavorare in un’ottica di sistema per scambiare valore concreto con i propri clienti”.

link all’articolo: http://www.advertiser.it/201307228525/senza-categoria/fitness-in-mobilita-ecco-i-maggiori-trend-del-mercato-secondo-logotel

venerdì 23 agosto 2013

Corso di tecniche di negoziazione


banner corso mark
per info: Step&Fitness studios Via Zagabria 26/A
PRENOTAZIONI ENTRO IL 7 SETTEMBRE 2013
presso Step&Fitness studios Via Zagabria 26/A
info 070.44323 -339.1416543
le prenotazioni verranno accettate fino al raggiungimento del numero chiuso.

martedì 9 luglio 2013

Ecco cosa funzionerà nel fitness da Settembre 2013

 

Come ogni estate che si rispetti, anche per l’estate 2013 è tempo di previsioni, ma non ci riferiamo a quelle metereologiche, per altro assai bizzarre di questi tempi, ma bensì a quelle relative al mercato del fitness in Italia.

Ogni proprietario, manager o responsabile di un centro fitness, si trova in questo caldo periodo dell’anno a riflettere su i nuovi trend del mercato e a progettare quelle che saranno le novità della prossima stagione sportiva che stimolino il pubblico degli amanti del fitness per una veloce ripresa delle attività subito dopo la pausa estiva e magari porti, anche, qualche nuovo iscritto in palestra.

A volte, riuscire ad indovinare la scelta giusta in estate sembra essere l’unica preoccupazione dei manager delle palestre, o forse, è anche l’unica opportunità che si ha per ottenere benefici in termini di budget economico aziendale “risolvendo” così, per qualche mese, le problematiche legate alla disponibilità economica di un’ azienda sportiva. Ma questa è una non-soluzione e soprattutto non è ciò che farà funzionare il club sportivo.

Se per essere più chiari serve un esempio, basta riflettere sulla Zumba, che di sicuro è stato il trend di maggior successo della stagione appena conclusa, ma che non ha di certo risolto i problemi economici e organizzativi di molte delle associazioni o imprese sportive che su di essa (la Zumba) hanno riversato il proprio entusiasmo estivo.

Percui vale la pena ripetere la domanda: che cosa funzionerà nel fitness da Settembre 2013?

Sono convinto che, mai come quest’anno, a lasciare un segno indelebile nei risultati di un azienda sportiva sarà la ricerca della qualità in tutti i livelli organizzativi che un impresa sportiva riuscirà ad esprimere e vi assicuro che non è una considerazione generica, ma ritengo sia senza dubbio ciò che farà la differenza tra una palestra e l’altra, vi spiego velocemente il perché..

Gli esperti di marketing ci insegnano che il “cliente leader” cioè il consumatore degli ultimi anni, colui che acquista anche i nostri servizi sportivi, si trova, ogni volta che deve procedere ad un acquisto, di fronte ad una difficile valutazione economica, ovvero: come investire in maniera oculata e attenta il proprio gruzzolo, senza doversene pentire dopo! Ci raccontano di prospect che ponderano attentamente le loro scelte d’acquisto, basandosi su informazioni raccolte in fase di pre-acquisto, le quali sono facilmente reperibili sia sul web e sia da esperienze indirette di altri acquirenti, sviluppando una conoscenza del prodotto/servizio estremamente più colta dei loro predecessori, armati poi dalla volontà-necessità di ponderare le scarne riserve economiche, ma pur sempre mantenendo lo status di “consumatore” cioè la propensione all’acquisto.

qualità erogata

Questa analisi del cliente-consumatore, in realtà, nasconde la soluzione al nostro dilemma iniziale, perché se il nostro potenziale cliente valuterà attentamente dove destinare la somma accantonata per l’attività sportiva, le sue scelte ricadranno sulla palestra che garantirà una maggiore qualità globale tra tutte quelle che visiterà o che si saranno particolarmente distinte in termini di qualità del servizio.

Perciò rimbocchiamoci le maniche e progettiamo un adeguamento della qualità dei servizi che eroghiamo, senza ridurre il ragionamento alle sole attività o attrezzature sportive, ma bensì, cercando punti di miglioramento della qualità nei servizi di accoglienza, vendita, assistenza, consulenza e formazione del personale che forse negli ultimi anni abbiamo leggermente trascurato.

scritto da: Antonio Lombardi

giovedì 13 giugno 2013

Una videoteca di qualità

 

Segnalo sul sito www.fbiteam.it una fornita videoteca di video su: yoga, pilates, stretching, fitness musicale, met, kettlebell, marketing e tanto altro ancora. Una grande occasione per migliorare la propria formazione direttamente da casa!

In questo momento hai, anche, la possibilità di scaricare un video gratuito di YOGA pilates del maestro Boris Bazzani, vai sul sito di FBI e clicca sul banner che vedi qui di seguito.

1010517_324244781038854_157418403_n

Visita il sito di www.fbiteam.it e scopri il fornitissimo catalogo video a tua disposizione!

martedì 4 giugno 2013

Tempo di rendiconti economico finanziario per le ASD

Ecco una semplice guida per realizzare e compilare il rendiconto della vostra ASD che deve comprendere:
• Stato Patrimoniale
• Rendiconto della gestione
• Nota integrativa
• Prospetto di movimentazione dei fondi
• Relazione sulla gestione


A seguire uno schema semplificato con immagini per gli enti di dimensioni ridotte che nei due esercizi precedenti a quello di riferimento hanno conseguito proventi non  superiori ad euro 50.000,00

prospetto prima nota

bilancio

bilancio2

La nota integrativa

La Nota Integrativa ha la funzione di illustrare od integrare i dati e le informazioni contenute nello Stato Patrimoniale e nel Rendiconto della gestione, costituendo, con questi ultimi, il "Bilancio di esercizio ". Preliminarmente la Nota Integrativa deve contenere i seguenti elementi:
• indicazioni dell’organo che ha effettuato la revisione del bilancio (Collegio dei Revisori o Società di Revisione Contabile). L’omissione della informazione sottintende che il bilancio non è stato sottoposto a revisione.
• informazioni circa le esenzioni fiscali di cui beneficia l' azienda e la deducibilità fiscale sulle donazioni di cui i donanti possono beneficiare;
• indicazione del numero delle persone direttamente dipendenti alla fine del periodo e del numero dei dipendenti degli enti controllati (Comitati o organizzazioni controllate od affiliate).
Con riferimento alle finalità affidate alla Nota Integrativa di illustrazione delle postazioni contabili, il documento dovrà inoltre indicare, per lo stato patrimoniale i criteri adottati nella valutazione delle voci e se gli stessi sono variati rispetto all’esercizio precedente.

In particolare dovranno essere esplicitati:
• i criteri di valutazione delle immobilizzazioni materiali od immateriali nonché i criteri seguiti per il loro ammortamento. ( nel caso che i costi di acquisto dei beni destinati all'attività istituzionale siano stati annualmente spesati a carico dell'esercizio, occorre indicare l'ammontare degli acquisti effettuati nell' anno);
• le modalità di valutazione delle rimanenze delle merci o dei materiali , dei titoli e delle attività finanziarie non immobilizzate, precisando sia gli elementi considerati nella configurazione del costo, sia i riferimenti adottati nella definizione del valore di mercato;
• i criteri di valutazione dei crediti e dei debiti;
• i criteri di contabilizzazione dei proventi e delle spese e cioè se è stato seguito il criterio di competenza oppure di cassa; qualora fosse stato seguito un criterio misto, occorre specificare le voci e le motivazioni per le quali è stato preferito il criterio di cassa;
• motivazione e criteri di quantificazione degli accantonamenti ai fondi rischi ed oneri.

Deve altresì essere fornito il dettaglio ed il contenuto della movimentazione delle voci più significative dello stato patrimoniale, ivi compresi i conti d'ordine. In particolare per le somme ricevute con vincolo di destinazione e, cioè, per essere erogate per finalità specifiche in esercizi successivi il cui importo sarà accantonato in appositi fondi vincolati, la nota integrativa deve
riportare:
• il dettaglio dei fondi esistenti all'inizio dell'esercizio;
• l'incremento per contributi vincolati ricevuti nell'esercizio ( il cui totale corrisponde alla voce esposta nel conto economico "accantonamenti ai
fondi vincolati" );
• le erogazioni eseguite nell'esercizio secondo le finalità previste dal donatore ( il cui totale corrisponde alla voce del conto economico "utilizzo fondi vincolati");
• il totale dei fondi alla fine del periodo con ulteriore indicazione degli importi per ciascuno degli esercizi successivi in cui avviene l'erogazione.

Con riferimento allo schema di rappresentazione del risultato di gestione la nota integrativa dovrà contenere:
con riguardo all’attività istituzionale:
• l' analisi della voce "Liberalità" prevedendo la classificazione delle varie tipologie di contributi ricevuti;
• l' analisi dei proventi finanziari ivi comprese eventuali plusvalenze da cessione di titoli ed al netto di minusvalenze da cessione o da valutazione dei titoli;
• l'analisi degli oneri delle manifestazioni e delle altre iniziative di fund raising ( mediante le analisi dei contributi e dei proventi ricevuti e dei corrispondenti costi sostenuti l'azienda risponde anche agli adempimenti previsti dall' art. 8 del D. Lgs. 4.12.97 n. 460 che richiede vengano fornite dalle ONLUS le informazioni – oneri e proventi - relative a ciascuna celebrazione ricorrenza o campagna di sensibilizzazione );
• il dettaglio degli oneri della struttura dell'azienda non profit (oneri del personale e dei collaboratori spese generali, ecc ) con riguardo alle attività accessorie:
• il livello di analisi dei componenti di oneri e proventi connessi alle attività accessorie eventualmente svolte dall'azienda non profit dipende dalla maggiore o minore sinteticità prevista nelle voci del rendiconto di gestione. Qualora l'azienda non profit svolga attività complesse o diversificate è opportuno richiedere la classificazione degli oneri e dei proventi per ciascun tipo di attività .
Inoltre, qualora l'azienda non profit si avvalga di aziende controllate (comitati od organizzazioni controllate od affiliate ) i quali abbiano quale scopo primario la raccolta di fondi volta a supportare l'attività dell’azienda, si rende necessario che la Nota Integrativa dia una rappresentazione complessiva delle attività svolte
evidenziando, in forma aggregata, i componenti positivi (contributi, proventi e ricavi ) e negativi ( costo delle manifestazioni, di fund raising, di struttura, ecc) dell'azienda stessa e di ciascuna delle aziende controllate.

rend1

RELAZIONE AL RENDICONTO CONSUNTIVO 09/10

Signori Soci,
il bilancio chiuso al 30 Novembre 2010 che sottoponiamo alla Vostra attenzione evidenzia un avanzo di € …….

STAGIONE 2010/2011 : analisi delle voci e degli scostamenti rispetto al preventivo

RICAVI:
• Quote associative : si registra un calo di € … pari al x,xx% ed è dovuto al calo sia degli iscritti che all’appartenenza degli stessi nelle diverse categorie ;
• Sponsor e contributi : in tal caso l’incremento del x,xx% è legato per lo più alla erogazione da parte di…………..pari ad € …………
• Vendite,corrispettivi,ricavi diversi:l’incremento pari al x,xx % deriva principalmente da un maggior ricavo sia delle attività estive che dalla vendita abbigliamento;
• Variazione rimanenze : a consuntivo le rimanenze sono maggiori di quelle preventivate in quanto ….
COSTI:
• Attività agonistica e materiali : l’incremento di € … rispetto al preventivo è dovuto sostanzialmente all’acquisto di abbigliamento fatturato nel mese di novembre ed in giacenza in magazzino al 30/11/2010;
• Spese di funzionamento : l’aumento del x,xx% è di fatto legato alla voce di costo affitti passivi in quanto è il primo anno completo che ,oltre all’affitto ….
• Ammortamenti ed oneri: l’incremento è legato ai maggiori ammortamenti derivanti dall’acquisto dei nuovi beni ammortizzabili…,dalle tasse di iscrizione …, etc.

5x1000

raccolta fondi

mercoledì 15 maggio 2013

giovedì 25 aprile 2013

Omaggio a Boris Bazzani

Io credo che nella vita sia estremamente difficile incontrare persone ricche di capacità e qualità, persone che definirei “preziose” sia dal lato culturale che dal lato umano, quelle che prediligono parlare poco ma ogni loro frase è una lezione di vita, persone le cui qualità emergono anche in un semplice gesto, riuscendo a mantenere in tutte le situazioni estrema naturalezza e spontaneità, persone che possiedono la qualità più grande: l’umiltà.

Posso perciò ritenermi fortunato, dal momento che il mio ruolo di formatore mi porta a viaggiare tanto ed incontrare tanta gente, perché è proprio in uno di questi viaggi che ho avuto il privilegio di conoscere uno dei presenter’s di fitness più esperti e preparati di questo settore: Boris Bazzani.

Boris è indubbiamente uno dei migliori formatori del panorama fitness europeo, premiato a Barcellona nel 2011 come miglior presenter’s dell’ultimo ventennio è anche il punto di riferimento di migliaia di istruttori che con lui, anno dopo anno, arricchiscono le loro conoscenze e qualità, per mezzo dei validissimi percorsi formativi proposti dalla sua azienda FBI e dal suo Team di collaboratori con il quale ho il piacere di cooperare.

clip_image002

Credo sia superfluo e ripetitivo parlare del suo curriculum e delle sue numerosissime esperienze, ma ho deciso di scrivere questo mio personale omaggio per sottolineare aspetti legati alla sua spiccata personalità e alle capacità umane che ho il piacere di osservare in tutti i momenti di comunicazione.

Uno dei miei compiti, che assolvo con estremo piacere, è quello di osservare i comportamenti comunicativi all’interno delle aziende, ricercando le dinamiche relazionali che spesso impediscono il buon funzionamento delle stesse, ed è proprio in questi momenti che ho potuto osservare B.B. cogliendo la sua enorme capacità d’ascolto, estrinsecarsi sia nella difficile gestione delle pause e del timing comunicativo e sia nella capacità di espressione del viso appropriata a tutte le situazioni, anche in quelle di tensione, che in qualunque ambito, personale, familiare ma specialmente in quello lavorativo, possono presentarsi nel momento in cui diverse e forti personalità interloquiscono.

Vi assicuro che è questa una delle capacità più grandi per un leader efficace, ovvero, mantenere la calma e continuare a mostrarsi estremamente interessato agli argomenti altrui.

Boris possiede il dono dell’ ascolto che supporta con una lucida capacità di analisi e con una efficace modalità di trasmissione delle informazioni che risulta sempre interessante e trascinante; controlla e domina la comunicazione non verbale che esprime sobria e essenziale nei gesti e nei movimenti che emergono sempre appropriati e in tema, doti necessarie a qualunque comunicatore per riuscire a coinvolgere il pubblico che affolla le sue lezioni e i suoi percorsi formativi. L’evoluzione del settore del fitness è passata dalle sue proposte: dallo Step New Age di un ventennio fa che segnò l’introduzione della musica in ¾ nel fitness, di cui ebbi il privilegio di partecipare in uno dei primi corsi da lui proposti, fino all’innovativo Postural Yoga Therapy, che assieme a tutti i numerosi percorsi che attualmente propone FBITeam, ritroveremo anche quest’anno alla fiera del fitness di Rimini.

Se a tutto questo unite la continua voglia di sapere e di conoscenza che accompagna da sempre la carriera di B.B. continuamente alla ricerca di nuove esperienze da poter riprodurre in percorsi formativi, che partano dal principio straordinario che lo accompagna sempre, quello di “formare per emozionare” risulta allora, facile capire perché avere la fortuna di collaborare con lui o partecipare ai sui corsi sia un privilegio che suggerisco di saggiare.

Antonio Lombardi

 

tag:  programma FBI a Rimini 2013       www.FbiTeam.it      FBI su facebook

FBI a Rimini Wellness 2013

111111111111

Anche quest’anno FBI formazione, vi aspetta alla fiera di Rimini nei giorni dal 9 al 12 Maggio (pad. C1 stand 127) ecco il nostro Programma:
programme Rimini Wellness 2013-page-001

martedì 23 aprile 2013

Muscoli lombari

 

Anatomia dei muscoli stabilizzatori del rachide

Multifido lombare

I muscoli della regione lombare che contribuiscono al sistema di stabilizzazione locale della colonna vertebrale sono:

  • Muscoli intersegmentali, intertrasversali, interspinali.
  • Muscoli lombari: multifido lombare, muscolo lunghissimo del torace parte lombare, muscolo ileocostale dei lombi parte lombare.
  • Muscolo quadrato dei lombi (fibre mediali).

Gli intertrasversali e gli interspinali sono piccoli muscoli segmentali; la piccola dimensione e la loro posizione vicino al centro di rotazione indicano che essi hanno una esigua capacità di produzione del momento torcente del tronco. Questi muscoli possono avere un ruolo propriocettivo dominante e potrebbero influenzare il senso cinestesico nella regione lombare e, quindi, influenzare i tipi di attività muscolare.
La sensibilità propriocettiva è una rete nervosa che raccoglie informazioni da tendini, muscoli ed articolazioni. Permette di raccogliere una quantità di dati che per avvertire l'esatta posizione del corpo nello spazio, la contrazione dei muscoli ed anche la velocità e la direzione degli spostamenti di ogni segmento corporeo.
I muscoli intertrasversali e interspinali consentono quindi di raccogliere una notevole mole di informazioni sullo stato del movimento e sulle condizioni di equilibrio andando così ad agire attivamente sul controllo dell gesto atletico o del mantenimento posturale.

Il multifido lombare è il più mediale dei muscoli lombari, e dei tre muscoli lombari è l'unico con disposizione delle insersioni prevalentemente vertebra-vertebra all'interno delle vertebre lombari e fra vertebre lombari e sacrali. Il muscolo multifido lombare insieme con la parte lombare del lunghissimo del torace e con il muscolo ileocostale dei lombi, vanno a formare i muscoli lombari.

Movimenti colonna vertebrale

Movimenti della colonna vertebrale

I muscoli della schiena sono principalmente estensori della colonna vertebrale quando agiscono bilateralmente, ma i muscoli lunghissimo lombare eileocostale possono anche contribuire alla flessione laterale quando agiscono unilateralmente. Nessuno dei muscoli è un contributore primario alla rotazione assiale, ma l'attività di questo movimento potrebbe riflettere la loro stabilizzazione, opposta al momento di flessione prodotto dagli addominali obliqui. Nella flessione del dorso, il lunghissimo lombare ed il multifido, e l'ileocostale controllano la rotazione anteriore e la traslazione anteriore. Anche se il multifido è il muscolo più grande alla giunzione lombo-sacrale, meccanicamente è svantaggiato nel produrre l'estensione della gabbia toracica sul bacino.

Tutti e tre questi muscoli lombari contribuiscono al sostegno ed al controllo dell'orientamento del rachide lombare e al sostegno o stabilizzazione dei segmenti lombari. Il multifido è il muscolo più grande che attraversa la giuntura lombo-sacrale. Al contrario, l'area trasversale del lunghissimo lombare e ileocostale diminuisce in progressione caudalmente. La grande dimensione del multifido alla giunzione sacrale, quando comparata con gli adiacenti muscoli lombari dell'estensore del rachide, suggerisce anche che esso è il muscolo più capace di fornire il supporto a questo livello.

I muscoli dell'estensore lombare hanno il ruolo di controllare le forze di torsione, ovvero quelle forze che fanno sì che due vertebre scivolino una rispetto all'altra. Queste forze di torsione sono indotte da esercizi di piegamento e sollevamento ed il controllo delle forze di torsione anteriori è essenziale per la protezione dell'articolazione intervertebrale, specialmente ai livelli lombari inferiori dove queste forze sono più grandi. I fascicoli più lunghi del multifido possono contribuire di più al momento torcente estensore, mentre le fibre più profonde e più corte, che hanno un'azione ridotta di leva per la produzione del momento torcente, potrebbero essere più coinvolte in un ruolo di stabilizzazione tonica, durante il mantenimento delle posture erette e durante i movimenti attivi del dorso.

Insieme al lunghissimo lombare e all'ileocostale, il multifido fornisce un supporto anti-gravità alla colonna vertebrale con attività pressoché continua. Infatti, il multifido è probabilmente attivo in ogni attività anti-gravitaria. Nella posizione in piedi, è stata dimostrata un'attività da leggera a moderata del multifido, evidenziando il ruolo posturale tonico. Inoltre, il multifido è tonicamente attivo quando si cammina.

Il quadrato dei lombi, invece, è un muscolo di stabilizzazione globale: capace di controllare i carichi esterni posti sulla colonna vertebrale.

Articolo a cura della Dr.ssa Francesca Toti

link all’articolo: http://www.muscolab.net/anatomia/stabilizzazione-schiena.php

giovedì 18 aprile 2013

2012: l’anno nero per la domanda di mutui. Richieste dimezzate rispetto agli anni precedenti.

La domanda di mutui riflette l’andamento pesantemente negativo delle compravendite di immobili residenziali che, nel corso del 2012, si sono di fatto riposizionate su volumi nemmeno lontanamente paragonabili a quelli registrati negli anni di picco, tra il 2004 e il 2008.

​Nel breve periodo lo sviluppo del credito alle famiglie è fortemente condizionato dall'evoluzione macroeconomica che determina i comportamenti sia dell’offerta sia della domanda. In particolare, la dinamica del mercato del credito si conferma prociclica, soprattutto in Italia, dove per altro si registra un ricorso al credito da parte delle famiglie tradizionalmente prudente. Del resto, l’analisi della dinamica registrata nel corso dell’intero anno 2012 conferma una sostanziale debolezza derivante dalla fragilità dei bilanci familiari, condizionati dalla crescita del tasso di inflazione, da livelli di disoccupazione in preoccupante aumento e dalla perdurante incertezza sulle prospettive di ripresa dell’economia che hanno determinato scelte di ricorso al credito molto caute.
Per quanto riguarda la domanda di mutui, essa riflette anche l’andamento pesantemente negativo delle compravendite di immobili residenziali che, nel corso dell’anno appena concluso, si sono di fatto riposizionate su volumi nemmeno lontanamente paragonabili a quelli registrati negli anni di picco, tra il 2004 e il 2008.
Il dato aggregato della domanda di mutui, espresso come numero di richieste da parte delle famiglie italiane rilevato su EURISC - il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF, consolida nel 2012 una dinamica decisamente negativa, con un decremento pari a -42% rispetto al 2011, calo che risulta ancora più significativo nel confronto con gli anni precedenti.

Cattura1

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Di seguito sono riportate le variazioni percentuali mensili relative alle domande di mutui raccolte dagli istituti di credito e contribuite in EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 78 milioni di posizioni creditizie. Le variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente sono indicate in valori ponderati, cioè al netto dell’effetto prodotto dal differente numero di giorni lavorativi. L’ultimo mese del 2012, dicembre, si è chiuso con un -27%, terzo mese consecutivo a evidenziare comunque un lieve rallentamento del calo delle richieste.

DOMANDA DI MUTUI

2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

L’andamento in forma grafica per trimestri a partire dal 2008 consente di meglio comprendere le variazioni della domanda di mutui, con il crollo verticale registrato a partire dall’ultimo trimestre 2010.


Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie
Inoltre, nel corso dell’ultimo anno la dinamica della domanda di mutui residenziali da parte delle famiglie potrebbe essere stato condizionato negativamente anche da fattori quali l’aumento dei tassi di interesse applicati ai nuovi contratti e l’introduzione dell’IMU.
A ulteriore conferma della cautela adottata dalle famiglie italiane in questa delicata fase del ciclo economico va considerata anche la progressiva diminuzione dell’importo medio richiesto per i mutui, che nel 2012 ha fatto registrare un ulteriore calo, attestandosi a 131.445 euro contro i 136.863 euro del 2011.
Inoltre, analizzando la distribuzione delle richieste di mutuo in funzione dell’importo si consolida lo spostamento verso le fasce più basse: nel 2012, infatti, la classe in cui si sono concentrate le preferenze degli italiani è stata ancora una volta quella compresa tra i 100.000 e i 150.000 Euro, con una quota superiore al 29%.
Importo medio richiesto mutui - anno 2012

3

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie
Relativamente alla domanda di mutui per fascia di durata, invece, è nuovamente la classe compresa tra i 25 e i 30 anni a risultare quella maggiormente richiesta dalle famiglie italiane, con una quota superiore al 30% del totale. 

Classi di durata domande di mutui - anno 2012

4

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

link all’articolo: http://www.crif.it/Barometro/Mutui/Pages/2012-l%E2%80%99anno-nero-per-la-domanda-di-mutui--.aspx

giovedì 4 aprile 2013

Fitness Trend · Victor Brick, ForumClub 2013: come gestire in modo redditizio il proprio fitness club | Il Campo.net

Victor Brick,ForumClub 2013:come gestire in modo redditizio il proprio fitness club

Lo statunitense Victor Brick terrà due sessioni nel corso delle quali fornirà indicazioni preziose per massimizzare il successo della propria attività. Ce ne anticipa i contenuti in un’intervista.

Proprietario, insieme alla moglie Lynne, di Brick Bodies Fitness Services, società che, con tre diversi marchi, controlla 24 club negli Stati Uniti – frequentati da 150.000 soci – in tre diversi segmenti del mercato: club esclusivamente riservati al pubblico femminilecentri low cost e club high price. In virtù degli ottimi risultati conseguiti, la rivista Fitness Magazine ha recentemente assegnato a Brick Bodies il premio come la migliore catena di club degli Stati Uniti posseduta e gestita da marito e moglie.
L’intraprendente Brick è inoltre un consulente apprezzato in ambito internazionale, nonché speaker di grande spessore che ha tenuto seminari, workshop e conferenze in 28 paesi diversi. Nel 1990 IDEA, l’Associazione statunitense dei professionisti del fitness, lo ha nominato Persona dell’Anno.
La sua partecipazione al ForumClub
All’edizione 2013 del ForumClub terrà due coinvolgenti sessioni. In una di queste, intitolata Come sopravvivere e addirittura prosperare in condizioni difficili, metterà al servizio del pubblico la sua straordinaria esperienza maturata sul campo per mettere a fuoco una strategia vincente nel mercato del fitness e del benessere di oggi. Spiegherà, ad esempio, come essere proattivi per prevenire gravi errori, perché è fondamentale avere una USP (Unique Selling Proposition, ovvero un’Argomentazione Esclusiva di Vendita) e come serrare i ranghi per difendersi dagli attacchi della concorrenza.
Nel corso di questa sessione, molto concreta e rivolta a titolari e manager di club, Brick spiegherà che oggi operiamo in un mercato che sta vivendo la sua “fase della relazione”, la cui comprensione è una conditio sine qua non per mettere a punto, anche nel settore fitness, una strategia che consenta di essere competitivi.
Nell’altra sessione, intitolataCome superare le cinque paure del potenziale iscritto, affronterà un tema di vitale importanza per qualsiasi tipologia di club: i timori che allontanano molte persone dai centri fitness, ostacolandone di fatto l’iscrizione. Brick, dal suo osservatorio privilegiato, ha individuato 5 paure fondamentali che attanagliano molti potenziali clienti. Paure che sviscererà per capire come affrontarle per mettere qualsiasi nuovo iscritto a proprio agio e nelle condizioni ideali per trarre i massimi benefici dal regolare utilizzo del club. Nel corso di questa sessione, analizzerà in modo critico la vendita relazionale, smontandone il mito, proponendo un modello alternativo: quello della “vendita dello sfidante”, che implica l’adozione del “modello coaching” per quanto attiene al processo di vendita.
Com’è cambiata la relazione tra aziende e consumatori negli ultimi anni? In che modo questo cambiamento si riflette sul settore fitness?
Nell’attuale fase del mercato, le persone si sono accorte di avere abbastanza cose e hanno smesso di volerne altre. Hanno incominciato a volere un’esperienza migliore. E hanno incominciato a cercarla autonomamente, su internet e parlando con gli amici. I consumatori odierni non vogliono più i jeans Levi’s, vogliono i jeans degli stilisti. Non si accontentano più dei tradizionali prodotti Nike, vogliono quelli del marchio statunitense noto per l’inconfondibile baffo che parla della loro individualità e personalità. Stiamo vivendo nell’era dell’esperienza. Le persone desiderano frequentare piccoli club, addirittura micro club nei quali possono usufruire del servizio di personal training erogato da qualcuno che conoscono. Sono sempre meno le persone che desiderano frequentare grandi club che propongono iscrizioni a prezzi sempre più bassi. Questa è l’era del consumatore. È il consumatore a guidare il mercato e le aziende devono proporre ciò che i consumatori vogliono. I consumatori, oggi, vogliono acquistare da persone che conoscono e di cui si fidano. Vogliono “fare business” con gli amici. È il mercato relazionale.
Che cosa dovrebbero fare gli operatori di club per essere competitivi nel mercato relazionale? Come dovrebbe cambiare il loro approccio nei confronti dei clienti?
I club dovrebbero innanzitutto migliorare la capacità di relazionarsi con le persone. Gli istruttori dovrebbero trasformarsi in coach dei soci. Il club dovrebbe essere trasparente, rendendo tutto chiaro e comprensibile, dai prezzi delle iscrizioni alla facilità con cui è possibile cancellarsi. Gli operatori del settore dovrebbero assumere persone felici e sorridenti, persone alle quali piacciono le persone. I club di grandi dimensioni dovrebbero creare piccole comunità al loro interno, oppure diversificare la propria offerta aprendo club di piccole dimensioni.
Che cosa significa, per i fitness club, avere una Unique selling proposition, ovvero un’Argomentazione Esclusiva di Vendita?
Avere un’Argomentazione Esclusiva di Vendita significa innanzitutto essere differenti.Più esattamente significa essere memorabili. Il consumatore si ricorderà del vostro club? In caso affermativo, per che cosa si ricorderanno di voi? Un servizio favoloso? Attività di gruppo straordinarie? Attrezzature fantastiche? Prezzi eccezionali? La pulizia impeccabile della struttura? Uno staff amichevole? Istruttori bravissimi e amichevoli? Il vostro club che cosa rappresenta nella mente del consumatore? Apple è conosciuta per l’innovazione. Wal-Mart è nota, negli Stati Uniti, per i prezzi bassi. Disney è conosciuta per l’intrattenimento. Nordstrom è rinomata per il customer serviceMercedes per essere uno status symbolPorsche è sinonimo di prestazioni e sex appeal. Il vostro club per che cosa è noto?
Come possono i club guadagnare in un’economia in crisi?
È possibile fare tanti soldi anche in periodi di crisi, in qualsiasi settore, da quello finanziario all’immobiliare, a quello delle spedizioni. È possibile far crescere il proprio business mentre altri affondano. Gli affari possono andare a gonfie vele anche in periodi di recessione, anche per quanto concerne l’individuazione di nuove location, l’acquisto di nuovi attrezzi, l’ottenimento di un leasing, la ristrutturazione del proprio club e l’acquisto di pubblicità. È questo il momento di conquistare nuove quote di mercato. E quando il mercato riprenderà quota, si otterrà un grande successo, avendo la possibilità di migliorare ulteriormente il proprio club e il servizio che eroga.
Che cos’è la “vendita dello sfidante”?
Adottare l’approccio commerciale che definisco “vendita dello sfidante” significasfidare il proprio interlocutore, ossia il potenziale acquirente, a fare qualcosa per modificare una condizione che non lo soddisfa, per raggiungere la condizione che in fondo desidera. Se ad esempio un’azienda è inefficiente e ha bisogno di un nuovo software gestionale, un venditore “sfidante” sfida il decision maker di tale azienda a fare la cosa giusta, ovvero modernizzare la propria attività, anche se tale adeguamento ha un costo significativo, ma di fatto è l’unica soluzione percorribile per evitare il fallimento.
In che modo il cosiddetto “modello coaching” può essere inserito nel processo di vendita di un club?
I grandi allenatori mettono sempre i propri giocatori nelle condizioni ideali per vincere. I grandi allenatori ottengono sempre il massimo dai propri giocatori innanzitutto facendo in modo che questi ultimi credano in se stessi. Un consulente alla vendita di un club dovrebbe mettere il potenziale iscritto nelle condizioni ideali per raggiungere i propri obiettivi, per avere successo. Un venditore del settore fitness non dovrebbe dire a un potenziale cliente che cosa fare, bensì aiutarlo a stabilire autonomamente, e con convinzione, ciò di cui ha bisogno e quindi impegnarsi per ottenerlo. Solo in questo modo il potenziale iscritto al club avrà la possibilità di avere successo raggiungendo i risultati che desidera. È possibile ispirare una persona, ma non motivarla. L’ispirazione è un fattore esterno, la motivazione è un fattore interno. Un grande allenatore, così come un grande venditore, ispira le persone ad auto-motivarsi per cambiare la propria vita migliorandola.


Fitness Trend · Victor Brick, ForumClub 2013: come gestire in modo redditizio il proprio fitness club | Il Campo.net

venerdì 29 marzo 2013

I problemi al collo: cause e rimedi

 

Alcuni dei fastidi più ricorrenti del nostro fisico coinvolgono nello specifico il nostro collo; lottiamo e soffriamo per il torcicollo, le contratture e le infiammazioni neuro-muscolari che ci complicano le giornate e difficilmente riusciamo a risolverle definitivamente. Diventa importante, per riuscire ad imboccare la strada della risoluzione di questi problemi dolorosissimi, Imparare a conoscere i muscoli e capire come essi lavorano per noi; proviamo a descrivere in maniera semplice il MUSCOLO TRAPEZIO e l’ELEVATORE DELLA SCAPOLA.

MUSCOLO TRAPEZIO

La parte superiore del muscolo trapezio, muscolo pari e simmetrico, disegna la linea laterale del collo a partire dal cranio fino alle spalle.

L’allungamento di questo muscolo e dell’elevatore della scapola è importante per chi vuole mantenere in buona condizione il tratto cervicale della colonna vertebrale e le spalle. Il trapezio è un muscolo molto potente e sempre accorciato. L a sua estensibilità condiziona i movimenti del collo e delle spalle. E la sua forza è verificabile con grande facilità: è sufficiente cercare di impedire a qualcuno il movimento di sollevamento delle spalle per rendersene conto.

 

ELEVATORE DELLA SCAPOLA

Il muscolo elevatore della scapola è un muscolo biarticolare che origina dai processi trasversi della 1a-4a vertebra cervicale. La sua parte superiore è coperta dal muscolo sternomastoideo, mentre la parte inferiore è situata profondamente rispetto al trapezio . Si inserisce sull'angolo mediale e nella parte alta del margine vertebrale della scapola. Innalza la scapola, la intraruota, la adduce e partecipa alla sua stabilizzazione. In caso di contrazione bilaterale estende il collo. In caso di contrazione unilaterale inclina il collo dallo stesso lato. Interviene nell'inspirazione forzata .

E' innervato dai r ami del plesso cervicale e del plesso brachiale (C3-C5

 

 

La sindrome della scapola bloccata
La scapola è quell’osso che permette diversi movimenti della spalla e del braccio, che fa cioè da “connessione” tra la spalla, il braccio, la cassa toracica e la colonna vertebrale. In realtà è un osso della cui importanza fondamentale spesso ci dimentichiamo, perché è nascosto sotto diversi
strati muscolari, anche se basta toccare la spina della scapola e muovere l’arto superiore per accorgerci come sia una parte integrante fondamentale di molte attività quotidiane anche banali.

Un muscolo che può dare problemi anche importanti, è il muscolo elevatore della scapola. Questo muscolo ha due funzioni che spesso accavalliamo.

 

Elevatore della scapola

La prima funzione è quella appunto di elevare la scapola, la sua contrazione provoca l’elevazione della spalla,
• La seconda è ruotare e piegare il collo quando la scapola resta fissa.


Come è evidente, sono due tipi di movimenti che compiamo di continuo tutto il giorno e anche di notte. Quando eleviamo la scapola per tensioni involontarie rendiamo difficile, faticosa la rotazione del collo (posizione della marcia indietro nella macchine) e la piegatura del collo (pos. Orecchio dx spalla dx). Di notte poi se assumiamo posizioni anomale e poco fisiologiche, (quando per esempio ci addormentiamo sul fianco) più o meno improvvisamente il muscolo cede e si verifica un’ipercontrazione muscolare incontrollata e dolorosa.

La sindrome del muscolo elevatore della scapola si manifesta in forma di un dolore cervicale basso, che talvolta può prendere la forma di un torcicollo basso; di un dolore nella regione dorsale alta che è la forma più tipica; di una sindrome dolorosa della spalla che s’irradia anche posteriormente, oppure in modo talvolta vago ma anche sub-acuto, si può manifestare con un dolore irradiato all’arto superiore.

Spesso il dolore al braccio e alla scapola sono associati per due motivi. Uno neurologico, in quanto il muscolo è innervato dal terzo e quarto nervo cervicale (plesso cervicale) e dal nervo dorsale della scapola, che origina invece dalla quinta radice cervicale (plesso brachiale), e sono gli stessi che vanno ad innervare, oltre al dorso, anche la spalla ed il braccio; ed uno osteoarticolare, in quanto se si blocca la spalla, specialmente se avviene in modo lento e il deficit è cronico, si tende a compensare con dei movimenti non completamente fisiologici di altri muscoli e articolazioni, che poi ne possono soffrire. Inoltre il terzo e quarto nervo cervicale innervano anche il muscolo romboide, il che giustifica il dolore irradiato al dorso di lato alla scapola.

Le cause di questa sindrome sono sia periferiche, per affaticamento cronico in seguito a sforzi prolungati che ci fanno stare con il collo girato o inclinato su un lato, magari con la spalla sollevata, come parlare a lungo al telefono trattenendo la cornetta tra orecchio e spalla, portare
una borsa pesante o uno zaino su una spalla sola, tenere un bambino piccolo in braccio, etc. Sia di origine vertebrale cervicale che vanno dalle alterazioni dovute all’invecchiamento del rachide, all’osteoartrosi, a pregressi traumi da incidente stradale come un tamponamento anche di lieve
entità.

DOLORI CRONICI

A volte l’elevatore della scapola è sede di dolori intenso che hanno origine nelle vicine strutture delle 7 cervicali. Se questi dolori cronici al collo vengono trascurati, anche il trapezio perde elasticità e le sue proprietà muscolari. E comincia a far male sia durante il movimento sia alla semplice palpazione. Una ridotta estensibilità del trapezio superiore e dell’elevatore della scapola determina anche un innalzamento di tutto il cingolo scapolo-omerale e crea le condizioni per una dinamica alterata nei movimenti del braccio ( il ritmo scapolo-omerale ). Durante il gesto atletico questi problemi facilitano le lesioni ai tendini e alle borse dell’articolazione (quei piccoli sacchetti, a pareti membranose e piene di liquido sieroso, che si trovano interposti tra ossa e tendini muscolari e che favoriscono il movimento dell’articolazione). Altri aspetti da considerare sono la tensione emotiva e lo stress, che in molte persone portano un aumento di tono dei muscoli trapezi e una notevole difficoltà a rilassarsi. Stati d’ansia e di tensione o anche una stanchezza posturale protratta influenzano la condizione dei muscoli del collo, li rendono dolenti, poco elastici
estensibili.

UTILITA’

E’ utile anche per correggere le asimmetrie alle spalle e la scoliosi

Quando si acquista sensibilità negli esercizi, è frequente rilevare che esistono possibilità di movimento differenti tra un lato e l’altro. Questa situazione può essere la conseguenza di abitudini asimmetriche (è abbastanza frequente nelle donne che portano la borsa sempre dallo stesso lato trovare un innalzamento di quella spalla ). Tra gli scopi degli esercizi di allungamento muscolare c’è anche il riequilibrio di queste asimmetrie. Ma è meglio, per certi aspetti, rispettarle, cioè è inutile di pensare di riequilibrare le spalle in un giorno o due di esercizi, impegnandosi a più non posso ( strada sicura per procurarsi problemi e dolori ). Inoltre, molte asimmetrie alle spalle


non dipendono dai muscoli trapezi ma sono conseguenza di deviazioni della colonna vertebrale nel tratto dorsale che non possono essere corrette attraverso gli esercizi di allungamento.

 

ESERCIZI

Gli esercizi proposti in queste pagine, anche se sono rivolti soprattutto ai muscoli trapezi nella loro parte superiore, coinvolgono altre strutture muscolari e articolazioni adiacenti. In particolare, parti dei muscoli sterno-cleido-mastoideo ( laterali del collo ),dei muscoli scaleni e della capsula
articolare delle scapole-omerali e delle articolazioni intervertebrali.

 

1. Il primo esercizio di stiramento consiste nell'inclinazione laterale del capo e del collo: si porta l'orecchio destro verso la spalla destra, il sinistro verso la spalla sinistra. Si deve prestare attenzione soprattutto a 2 elementi: il tronco deve rimanere allineato e la spalla dalla parte opposta a quella dove viene compiuto il movimento non deve alzarsi. Il movimento è di pura inclinazione laterale, senza rotazione del collo e del capo. Per ottenere un giusto movimento si deve mantenere lo sguardo in avanti. E' meglio effettuare l'esercizio davanti a uno specchio fino a quando non si è ben sicuri di controllare alla perfezione il movimento.

 

2. Il secondo esercizio è simile al primo, ma utilizza una lieve pressione della mano e del braccio per aumentare la tensione sul trapezio e sulla muscolatura laterale del collo. La spalla opposta non è coinvolta nel movimento. Il ritorno alla posizione di partenza deve essere lento. E' meglio effettuare le prime ripetizioni mantenendo solo per 10-15 secondi la tensione, soprattutto se non si sono svolti altri esercizi per il tratto cervicale.

3. Nel terzo esercizio si introduce l'abbassamento del cingolo scapolo-omerale attraverso una trazione esercitata sul braccio opposto al lato dove avviene il movimento. La testa e il collo si inclinano di lato e la mano di quel lato afferra ( dietro la schiena ) sopra al polso l'altro braccio e o spinge verso il basso. Il movimento del collo e delle braccia non deve produrre alcun effetto sul tronco, che rimane allineato nella posizione di partenza.

4. Il quarto esercizio è il più impegnativo e sottopone il trapezio a una maggiore tensione. Lo si esegue dopo un periodo di allenamento con gli esercizi precedenti. In piedi o seduti su di uno sgabello, meglio se davanti allo specchio almeno le prime volte, con il braccio piegato al gomito, si spinge la punta del gomito in basso come se si premesse un pulsante. Il braccio dell'altro lato va piegato al gomito. La tensione può essere dolorosa per la spinta verso il basso del gomito e perché l'inclinazione è rafforzata dalla pressione della mano e dall'abbassamento in spinta del cingolo scapolo omerale. Si consigliano tempi brevi di trazione e un ritorno lento alla posizione di partenza.

venerdì 8 marzo 2013

workshop per addetti al front-desk

workshop desk 2

In un mercato sportivo sempre più evoluto i nostri clienti sono diventati esperti nelle fasi di acquisto, ecco perchè, diviene fondamentale intuirne le dinamiche che portano all’ acquisto e come soddisfarne le esigenze.

L’organizzazione ottimale de servizio di accoglienza risulta, perciò, di vitale importanza nella riuscita della vendita dei servizi e nelle successive fasi di fidelizzazione della clientela.

Oggi per i centri sportivi che puntano all’eccellenza, il ruolo del receptionist ha acquistato ancora più valore, ed è per tale ragione che va affidato a persone preparate e motivate.

giovedì 7 marzo 2013

la formazione per le società sportive

pieghevole 1
Netwell-formazione, partecipa alla costruzione di aziende sportive che si fondano sulla forza delle relazioni, perché è questa la strada che porta al successo!
Aiuta le Società Sportive a crescere, ad affrontare il mercato in maniera strategica e a migliorare il clima e la motivazione delle persone che collaborano con la struttura.
Prepara gli imprenditori sportivi ed offre loro assistenza qualificata nei processi di cambiamento e di crescita delle loro aziende, proponendo soluzioni ai loro problemi e aiutandoli in ogni fase di raggiungimento dei loro obiettivi.
Essere sempre più forti e competitivi in questo mercato dipende solo da una cosa: la FORMAZIONE!
Scegli, tra i nostri Step formativi, ciò di cui hai bisogno e porta il tuo staff e i tuoi servizi all’eccellenza. 


La FORMAZIONE. L’unico punto fermo in una squadra vincente
pieghevole 2

1


“In un mercato sportivo sempre più evoluto i nostri clienti sono diventati esperti nelle fasi di acquisto, ecco perchè, diviene fondamentale intuirne le dinamiche di acquisto e come soddisfarne le esigenze. L’organizzazione ottimale dei servizi di accoglienza, consulenza e vendita. I segreti del buon consulente di fitness e di come pianificare il lavoro al back-office.”
2


“Le tecniche di vendita sono fondamentali perché un servizio venga apprezzato e quindi acquistato. Ma solo uno staff preparato sotto questo punto di vista permette di ottenere il giusto successo anche in piccole strutture o centri a conduzione familiare. La vendita, con tutto il rispetto delle altre aree aziendali, per l’importanza che riveste nei risultati globali, si è rivelata essere il processo chiave delle impresa sportive leader nel mercato. Oggi la vendita non è più solo cessione di un servizio, ma è la costruzione di una efficace relazione con il nuovo cliente.”
3


“Le buone capacità comunicative sono elementi essenziali in qualunque relazione e in ogni fase di negoziazione.  Uno sportivo professionista ha l’esigenza di comunicare correttamente con i suoi atleti, con i suoi clienti, con i suoi collaboratori, per riuscire ad ottenere obiettivi quantificabili, mantenere la relazione nel tempo e una flessibilità comportamentale instancabile; La comunicazione emozionale è quella magia di rapporto che si instaura in una relazione fondata sul dialogo e sulle emozioni.”
4


“La fidelizzazione del cliente, è uno dei più importanti obiettivi del Customer Relationship Management ed uno dei principali fattori che ci consente un reale ritorno d'investimento. La fidelizzazione della clientela viene stimolata e promossa studiando specifici progetti di marketing, riuscendo a guadagnarsi la stima dei clienti ed essere in grado di raccogliere dati e informazioni che ci consentono di analizzarne abitudini e necessità.”
5


“La conoscenza delle dinamiche di vita di un gruppo diventa fondamentale per la sua efficienza. Il gruppo deve essere ascoltato, deve trarre energie l'uno dall'altro e cercare comunione di intenti. La riuscita ed il successo del lavorare in gruppo sono comunque legati ad un insieme di competenze ed atteggiamenti di chi ne gestisce le dinamiche. Le migliori tecniche di coaching nel lavoro di gruppo.”
6


“Il Responsabile vendite è colui che dirige il gruppo formato da receptionist, consulenti, P.r. e S.r, organizzando le operazioni al front-desk e nel back-office; è responsabile delle azioni di vendita, accoglienza e fidelizzazione, mantenendo e migliorando la motivazione e la professionalità dei collaboratori. Pianifica gli orari di lavoro, stila e aggiorna i listini, studia promozioni, iniziative commerciali e pubblicitarie; Programma le riunioni e il Team-building.”
7


Oggi una delle difficoltà maggiori dei proprietari di strutture sportive è la corretta interpretazione del ruolo di manager e di Leader. Il manager deve occuparsi di pianificazione, gestione progetti, sviluppo attività. Pone particolare attenzione agli aspetti organizzativi, giuridici e amministrativi. Deve disporre di competenze di marketing e di comunicazione utili a rivestire diversi ruoli e compiti all’interno dell’azienda. Deve saper interpretare diversi stili di leadership.”
8


“Questo percorso fornisce ai Personal trainer concezioni di marketing strategico, basato sull’ apprendimento delle dinamiche che portano l’utente finale all’acquisto del servizio e alla strutturazione di strategie che sfruttino le molteplici opportunità che tale mercato mette a disposizione. Dal sito internet al blog, dalle chat ai forum, dalle newsletter alle Dem, sino all’uso efficace dei social network, le migliori tecniche di comunicazione  del PT moderno.”
9


“Il marketing negli ultimi anni si è sempre più spostato verso il mare infinito di internet, sperimentando e testando nuove forme di comunicazione attraverso Social network e piattaforme comunicative di ogni genere.Il Mobile-marketing sembra essere, oramai, la frontiera dei prossimi anni, capirne gli sviluppi può aiutarci a fare la differenza.”

 info: segreteria@netwell-formazione.com

cos’è il Permission Marketing

 
Il termine fu coniato dall’esperto di marketing Seth Godin per contrapporsi all’interruption marketing rappresentato da quel tipo di marketing e pubblicità invasiva che interrompe l’utente durante le sue attività.
Il Permission Marketing si basa invece sul presupposto che il tempo sembra esser oggi la risorsa più “scarsa” a disposizione dei nostri clienti con la conseguenza che si ha sempre meno tempo per prestare attenzione ai messaggi pubblicitari “imposti”. Ecco perché il permission marketing si costruisce improntando una relazione con il cliente sulla base di un suo consenso, fornito in partenza dal consumatore all’azienda .
Le caselle email sono piene zeppe di spam. La pubblicità in TV è sempre più banale e frequente. Le strade sono tappezzate da insegne luminose e cartelloni 6x3. Le inserzioni sui giornali non hanno nulla a che fare con ciò che stiamo leggendo.
Nel poco tempo a disposizione la gente preferisce scegliere consapevolmente a cosa prestare o meno attenzione e lo fa considerando le proprie esigenze e bisogni del momento. permission-marketing
Nella sua teorizzazione originaria, la strategia di permission marketing prevede che l’ottenimento del permesso del consumatore debba avvenire gradualmente e senza risultare troppo intrusivi. In questo modo, secondo Godin, l’azienda sarà percepita non più come un’estranea che vuole invadere la privacy del cliente, ma come amica che vuole guadagnarne il consenso. In questa maniera, la clientela potenziale dovrebbe divenire molto più disposta a prestare attenzione ai messaggi promozionali e ad effettuare il primo acquisto. 
Sul Permission Marketing si basa il Marketing dei Motori di ricerca detto anche search marketing. Il search marketing ha incredibile successo proprio perché non fa altro che fornire alla gente ciò che cerca, ciò di cui ha bisogno proprio nel momento in cui lo cerca e non il contrario.
E’ sul Permission Marketing che si basano le strategie efficaci di marketing su facebook. La sfida del marketing su facebook sta proprio nel modellare ciò che funziona molto bene in altri ambiti e per far ciò è necessario ovviamente conoscere ciò che già funziona.






martedì 12 febbraio 2013

nuovo percorso IDF Talent 1° livello

444

SEI INTERESSATO A FREQUENTARE IL PERCORSO IDF Talent PER DIVENTARE UN ISTRUTTORE DI FITNESS?

invia un email a segreteria@netwell-formazione.com con i tuoi dati per ricevere tutte le informazioni sul nuovo percorso che partirà a breve!
idf talent 3a uscitaIDF di 1° livello promo