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lunedì 13 febbraio 2012

“le immagini che hanno lasciato un segno nello sport” 3a puntata

 

TARDELLI

Come non rammentare le braccia aperte e la frenetica corsa che con quell’urlo liberatorio che sembrava non finire più: Marco Tardelli in quell’incontenibile gioia contagiò tutti gli appassionati presenti quella sera al Bernabeu che festeggiarono insieme ai tifosi italiani la squadra azzurra che si era appena portata sul 2-0 nella finale Mondiale dell’11 luglio 1982 contro la Germania, vinta poi 3-1. article-1114564-000603AC00000258-258_468x340

Quella corsa e quell’urlo, insieme all’immagine del Presidente Pertini che dice a re Juan Carlos «Non ci prendono più...», sono diventate il simbolo dell’indimenticabile notte di Madrid e oggi, a trent’anni di distanza, rappresentano uno dei ricordi più belli nella memoria di ogni sportivo italiano.

Ma cosa ricorda Marco Tardelli dei momenti successivi al suo gol? «Se non avessi rivisto le immagini in televisione oggi non potrei dire proprio nulla di quegli attimi - è la risposta dell’ex Campione del Mondo - Non ricordo la corsa, non ricordo l’urlo, ho soltanto il ricordo dei filmati che ho rivisto dopo la finale. Ma so che è stato un momento di pazzia, di gioia, di allegria, di commozione: una somma di tante cose, grandi e piccole, e di sensazioni bellissime ’.
Un immagine, pero , e ancora nitida nella mente di Marco Tardelli: »E il momento del gol: quello non potrò mai dimenticarlo. E una gioia immensa, una gioia tutta mia, personale e indescrivibile: si deve vivere per poterla assaporare e per capire quali emozioni trasmette .

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