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venerdì 9 dicembre 2011

Intervento al Meeting di Sassari

 

Sabato 3 Dicembre si è tenuto a Sassari il meeting "ASD: le regole per una gestione efficace" , che ha visto la partecipazione, tra l'altro, del Dott. Gian Nicola Montalbano presidente del Coni provinciale di Sassari e della Dottoressa Sara Chen, Dottore commercialista esperta di Enti No-profit.

Tra i relatori anche il Dott. Antonio Lombardi docente del Coni nazionale, consulente e formatore del settore sportivo, ecco le sue parole:

Credo non sia una novità, che il futuro del mondo sportivo sia, ultimamente, alquanto incerto; la preoccupazione nasce dalle probabilissime nuove normative che lo stato potrebbe varare a brevissimo. A rischio è la nostra armatura di agevolazioni, scappatoie formali, esenzioni fiscali, che lo stato non è più in grado di garantire e soprattutto ...non vuole garantire!DSC_0041

Probabilmente siamo alla fine di un epoca (quella delle agevolazioni) che lascia il passo ad un tempo nuovo, di maggior rigore, che di sicuro cambierà il volto delle imprese del settore sportivo, considerate ormai da tempo, anche, ahimè, dalla stessa agenzia delle entrate, vere e proprie società di lucro, sotto le spoglie “riconosciute” di ASD.

Se andiamo ad esaminare il mercato italiano e non solo, ci rendiamo conto che il sistema economico sta collassando e questo porterà lo Stato a tagliare un po’ dovunque ed il nostro settore risulterà uno dei maggiormente colpiti, depennando la possibilità di fare impresa nel mondo sportivo senza assumersi il rischio di impresa!

Diversi segnali gli abbiamo già ricevuti, i tagli del CONI: che ha presentato la sua manovra finanziaria abolendo le «province». Una rivoluzione: tutti i comitati provinciali, da Aosta a Ragusa, passando per Milano e Roma, CHIUDONO i BATTENTI!!!!. Una manovra da una trentina di milioni di €uro, quella di Petrucci.

Tagliate 100 sedi di comitati provinciali, per oltre 1000 consiglieri provinciali. La loro attività passa nelle mani degli organismi regionali.

Sarà uno choc: Il momento è delicatissimo, lo Stato taglierà, inevitabilmente, parte dei finanziamenti allo sport italiano.

E poi ci sono i controlli recenti dell’agenzia delle entrate: per quanto concerne l’attività di controllo svolta nel 2010 nei confronti dei complessivi enti non commerciali, sono state eseguite circa 1.000 verifiche!!! Le quali hanno consentito di fare emergere maggiore imponibile, non dichiarato, per circa 133 milioni ai fini dell’IRES e 105 milioni ai fini IRAP, nonché il mancato pagamento di IVA per circa 28 milioni. Sono stati effettuati, inoltre, circa 2.200 accertamenti, con un recupero complessivo di imposte di oltre 120 milioni di €uro.  

DSC_0043Tali dati si riferiscono all’intera platea degli enti non commerciali, di cui le associazioni sportive dilettantistiche costituiscono una parte.

Per cui, e doveroso iniziare a fare un ragionamento che vada verso una nuova direzione!

Prendiamo l’esempio delle catene di Wellness, dei centri di fitness, delle società di calcio, le quali hanno strutturato un organizzazione societaria di tipo aziendale; con questo non vogliamo pensare di imitarli in toto, anche perché non sono certo modelli attualmente replicabili dalle nostre associazioni, ma sono un esempio di come l’alternativa esista, riproducibile diversamente a seconda delle realtà e del posizionamento sul mercato, ma è certo che la strada è già stata tracciata.

Il futuro del nostro settore passa dall’abilità, anche delle piccole associazioni sportive, di rivedere la propria modalità di gestione, avvicinandola il più possibile alla realtà delle più organizzate società sportive, acquisendo quelle capacità manageriali che contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi associativi, alla capacità di saper gestire in maniera efficace la forza lavoro, alle conoscenze di marketing e di organizzazione dei servizi all’utente finale necessari a garantire i risultati sperati.

Non possiamo più trovarci, a causa di una distorta visione del no-profit, nella condizione di avere associazioni con bilanci in rosso e con i dirigenti costretti a coprire le perdite con capitali propri, aggiungendo poi, oltre al danno, la beffa di vedersi sanzionati dai controlli dell’agenzia delle entrate.

Altri si sono già mossi in questa direzione, creando opportunità lavorative e possibilità di una migliore stabilità economica; esistono esempi anche nella regione Sardegna, con ASD che stanno affrontando un percorso formativo che permetta loro di acquisire quelle skills manageriali, che sono l’apripista del cambiamento verso una gestione sempre più precisa ma soprattutto efficace e produttiva.

...I tempi cambiano, ormai, in maniera repentina ed è doveroso cercare di stare al passo con essi, se non si vuole restare schiacciati dall’ evoluzione dei mercati che non ammettono più i ritardatari e gli inconsapevoli.>

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