-

giovedì 20 ottobre 2011

Sei sicuro che la tua ASD sia in regola?

L’art. 30, d.l.. 29/11/2008 n. 185  conosciuto come il “decreto anticrisi”  poi convertito dalla Legge 28/01/2009 n. 2, intitolata Controlli sui circoli privati ha inserito l’obbligo per le Asd e gli enti non commerciali di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati e le notizie rilevanti agli effetti tributari, al fine di beneficiare della non imponibilità (de-commercializzazione) dei corrispettivi, delle quote e dei contributi ex art. 148,  T.U.I.R. e art. 4, d.p.r. n. 633/1972.
Con tale disposizione si vuole verificare la reale  natura delle entrate istituzionali degli enti no profit,
analizzando le quote e i contributi che i soci, associati, atleti o tesserati versano alle palestre o associazioni sportive (tra cui le A.S.D.) per i servizi specifici inerenti l’attività istituzionale dell’ente erogati in loro favore ad esempio, per l’ingresso in palestra, per la partecipazione al corso di nuoto o la quota per l’utilizzo del campo da calcetto.

E se arriva un controllo?
Nel momento in cui ricevete un controllo dall’organo preposto, esso è interessato a verificare  l’effettività del “rapporto associativo” tra l’ente e i suoi associati nel rispetto di ciò che afferma lo statuto e di ciò che richiede la legge (art. 148, c. 8, T.U.I.R. e dall’art. 4, co. 4, d.p.r. n. 633/1972) per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste; in effetti gli ultimi controlli effettuati presso Asd e circoli, hanno portato alla luce che spesso tali agevolazioni non sono supportate dall’effettivo possesso e rispetto dei requisiti richiesti.
Tali enti, inoltre, devono trasmettere all'Agenzia delle Entrate i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali mediante un apposito modello, denominato modello EAS.

Ma chi è tenuto a compilarlo e chi invece ne è esonerato?

La presentazione del modello EAS è obligatoria per tutti gli enti di tipo associativo con o senza personalità giuridica che usufruiscono della detassazione delle quote associative e a parziale deroga di tale principio viene, tuttavia, esplicitamente previsto che non sono tenuti alla presentazione del modello le ASD iscritte al registro del CONI che non svolgono attività commerciale le cui entrate sono costituite esclusivamente dalle quote associative.
Ma la norma, purtroppo, dice anche che “è previsto che l’onere della comunicazione grava anche sulla associazioni che effettuano operazioni commerciali anche se non imponibili.”

Con questa precisazione vengono fatte rientrare tutte quelle associazioni (ovvero la maggioranza) che oltre alle quote associative incassano dai propri soci o tesserati anche i corrispettivi specifici denominati quote di frequenza (mensile, trimestrale, semestrale, annuale) il cui controllo rappresenta proprio la finalità della norma, anche se l’ente tende a definire anch’esse “quote associative”.

Sono inoltre tenute all’invio del modello le Associazioni Sportive in possesso di partita IVA (anche in presenza di opzione per il regime ex l. 398/1991),  in quanto tale circostanza presuppone lo svolgimento di attività commerciale. Sono infine espressamente assoggettate all’obbligo  le "società sportive dilettantistiche di capitali e cooperative" di cui all'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

L’esonero dall’adempimento è quindi limitato alle sole ASD in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI che si limitano ad incassare dai propri soci le quote associative annuali.

In ultimo si indica che per gli enti costituiti successivamente al 31 gennaio 2011,  il modello “EAS” deve essere presentato entro 60 giorni dalla data di costituzione.






Nessun commento:

Posta un commento