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domenica 30 ottobre 2011


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lunedì 24 ottobre 2011

Chi è il Personal Posturale?



Innanzitutto è necessario fare una piccola premessa:
 l’uomo nel corso della sua vita è in grado di assumere una serie di posizioni differenti e di poterle mantenere, ma è soprattutto in grado, tramite, il proprio apparato locomotore e al lavoro dei muscoli schelettrici, di adattarsi alle variate esigenze fisiche, alla variazione dei carichi di lavoro o al sopraggiungere di traumi;  tutto questo nella maggior parte dei casi in maniera inconscia.

Questi adattamenti non sempre determinano un riequilibrio muscolo-schelettrico che genera benessere, ma anzi, la maggior parte delle volte sono causa di altre problematiche.
Ecco perché, oggi, l’ utente che decide di frequentare un corso di ginnastica posturale, è importante che sviluppi una discreta conoscenza di quali siano le posture errate che possono portare a problemi anche parecchio dolorosi (sciatalgie, lombalgie, atteggiamenti scoliotici, ipotonia muscolare, compressioni discali, etc); ma soprattutto faccia propri, grazie all’esperienza del suo PERSONAL TRAINER, una serie di insegnamenti, di strumenti di valutazione e di conoscenze che lo aiutino a mantenere uno stile di vita sano e posturalmente corretto.


Percui il ruolo del Personaltrainer o Personal posturale è anche quello di insegnare, trasmettere e tramandare tutte quelle conoscenze che aiutano concretamente le persone a gestire meglio la vita di tutti i giorni, anche al di fuori dell’ora di palestra; le persone devono essere in grado di sapersi gestire “posturalmente” nella quotidianità del lavoro, piuttosto che nelle fasi del riposo a letto o durante la guida dell’auto, e questo si può ottenere solo se dedichiamo loro del tempo, ascoltando le diverse esigenze e trovando le giuste soluzioni personalizzate.
Perciò il consiglio è quello di affidarvi a un Personal che sia, si preparato tecnicamente, ma che abbia anche voglia di dedicare tempo ad insegnarvi a stare bene!
   in collaborazione con: 

giovedì 20 ottobre 2011

Sei sicuro che la tua ASD sia in regola?

L’art. 30, d.l.. 29/11/2008 n. 185  conosciuto come il “decreto anticrisi”  poi convertito dalla Legge 28/01/2009 n. 2, intitolata Controlli sui circoli privati ha inserito l’obbligo per le Asd e gli enti non commerciali di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati e le notizie rilevanti agli effetti tributari, al fine di beneficiare della non imponibilità (de-commercializzazione) dei corrispettivi, delle quote e dei contributi ex art. 148,  T.U.I.R. e art. 4, d.p.r. n. 633/1972.
Con tale disposizione si vuole verificare la reale  natura delle entrate istituzionali degli enti no profit,
analizzando le quote e i contributi che i soci, associati, atleti o tesserati versano alle palestre o associazioni sportive (tra cui le A.S.D.) per i servizi specifici inerenti l’attività istituzionale dell’ente erogati in loro favore ad esempio, per l’ingresso in palestra, per la partecipazione al corso di nuoto o la quota per l’utilizzo del campo da calcetto.

E se arriva un controllo?
Nel momento in cui ricevete un controllo dall’organo preposto, esso è interessato a verificare  l’effettività del “rapporto associativo” tra l’ente e i suoi associati nel rispetto di ciò che afferma lo statuto e di ciò che richiede la legge (art. 148, c. 8, T.U.I.R. e dall’art. 4, co. 4, d.p.r. n. 633/1972) per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste; in effetti gli ultimi controlli effettuati presso Asd e circoli, hanno portato alla luce che spesso tali agevolazioni non sono supportate dall’effettivo possesso e rispetto dei requisiti richiesti.
Tali enti, inoltre, devono trasmettere all'Agenzia delle Entrate i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali mediante un apposito modello, denominato modello EAS.

Ma chi è tenuto a compilarlo e chi invece ne è esonerato?

La presentazione del modello EAS è obligatoria per tutti gli enti di tipo associativo con o senza personalità giuridica che usufruiscono della detassazione delle quote associative e a parziale deroga di tale principio viene, tuttavia, esplicitamente previsto che non sono tenuti alla presentazione del modello le ASD iscritte al registro del CONI che non svolgono attività commerciale le cui entrate sono costituite esclusivamente dalle quote associative.
Ma la norma, purtroppo, dice anche che “è previsto che l’onere della comunicazione grava anche sulla associazioni che effettuano operazioni commerciali anche se non imponibili.”

Con questa precisazione vengono fatte rientrare tutte quelle associazioni (ovvero la maggioranza) che oltre alle quote associative incassano dai propri soci o tesserati anche i corrispettivi specifici denominati quote di frequenza (mensile, trimestrale, semestrale, annuale) il cui controllo rappresenta proprio la finalità della norma, anche se l’ente tende a definire anch’esse “quote associative”.

Sono inoltre tenute all’invio del modello le Associazioni Sportive in possesso di partita IVA (anche in presenza di opzione per il regime ex l. 398/1991),  in quanto tale circostanza presuppone lo svolgimento di attività commerciale. Sono infine espressamente assoggettate all’obbligo  le "società sportive dilettantistiche di capitali e cooperative" di cui all'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

L’esonero dall’adempimento è quindi limitato alle sole ASD in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI che si limitano ad incassare dai propri soci le quote associative annuali.

In ultimo si indica che per gli enti costituiti successivamente al 31 gennaio 2011,  il modello “EAS” deve essere presentato entro 60 giorni dalla data di costituzione.






martedì 18 ottobre 2011

venerdì 7 ottobre 2011

La torta sportiva

Sono reduce da una visita ad una struttura sportiva particolarmente carina e accogliente, ma come spesso accade in questo periodo, non tanto “produttiva”.
Il proprietario (gestore) è un professionista di mezza età che opera in diversi altri settori e qualche anno fa realizzò questa struttura sportiva, un po’ per piacere verso lo sport, un po’ perché ci voleva guadagnare.
Lo scopo della mia visita era fare una chiaccherata con lui e comprendere quali fossero le cause delle difficoltà di questo centro sportivo.
Dopo una discussione cordiale e molto interessata è successo qualcosa di inaspettato e soprattutto divertente!!!
Il proprietario che ascoltava da un po’ con molto interesse, ad un certo punto mi ha chiesto:

< Ascolta, se hai una ricetta per far funzionare questo posto, ti prego dammela subito!!!>

Per un attimo ho sorriso perché quella affermazione mi ha rievocato un personaggio dei fumetti di Topolino, la mitica Nonna Papera e le sue ricette veloci. Poi, però, qull’affermazione mi è risuonata in testa per tutta la serata, pensando e ragionando se effettivamente esistesse una ricetta che garantisse il successo.

 Beh! Oggi, ho deciso che questa ricetta la scrivo!

Indossiamo il camice da cucina e il cappello da cuoco e mettiamoci all’opera.

Partiamo con gli ingredienti ..ci servono:

1 manager visionario

1 responsabile commerciale

4 consulenti di fitness

3 addetti al ricevimento

1 responsabile tecnico

5/6 tecnici sportivi

Una volta che avete tutti gli ingredienti, iniziate versando in un ufficio vendite il responsabile commerciale con i 4 consulenti di fitness e i 3 addetti al ricevimento, miscelare e amalgamare bene fino ad ottenere un gruppo commerciale ben “formato”.
Quindi aggiungete a piccole dosi il responsabile tecnico, fino a quando avrà appreso bene i nuovi canoni organizzativi e commerciali, solo dopo aggiungere tutti i tecnici sportivi.
Lasciate riposare per qualche ora, dopo l’infornata formativa, solo all’ultimo aggiungete sopra la torta sportiva il manager visionario.

Buon appetito a tutti!!!

giovedì 6 ottobre 2011

Addio Steve

          Se ne andato un genio! forse folle, ma certamente geniale, con la capacità di saper ispirare tante persone! Addio Steve!