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mercoledì 28 settembre 2011

Il Dottor Palestra

Il Dottor Palestra

C’è un pericolosissimo virus che si stà diffondendo in molte palestre e centri fitness!

Da un po’ di tempo, le strutture sportive che si occupano di erogare servizi di allenamento e benessere fisico, sono colpite da questo nuovo batterio che ne riduce la profittabilità.

È questo un interrogativo da esaminare attentamente in laboratorio, anche sé qualcuno ha già tentato di dare dei pareri; alcuni, infatti, lo associano alla carenza di vitamina €, altri, invece, ritengono che la causa sia un frequente impoverimento delle capacità difensive della struttura (vedi i recenti attacchi di agenti del fisco!), o ancora coloro che trovano nel “tempo” il capro espiatorio, causa le mezze stagioni che non esistono più, facendo svanire gli effetti benefici dei mesi autunnali che portano linfa economica.

Tutto, poi, si aggrava quando decidi di visitare alcune cagionevoli strutture che colte dal virus cercano soluzioni in una consulenza con Dottor Palestra, nella speranza di cogliere la giusta diagnosi, ma è lì che ti cadono le braccia, quando senti frasi del tipo:

 <Ma non ti sembra strano che oggi 21 Settembre non entri nessuno dalla porta della palestra?>

e allora che ti viene voglia di rispondere:

< ..a me sembra strano, invece, vederti seduto ad aspettare che qualcuno entri da quella porta!>.

            Purtroppo, anche il Dottor Palestra sa bene che questo genere di malattie si possano curare solo con una sana e periodica integrazione di Formal ( al secolo: formazione manageriale), che aiuti i responsabili e i manager delle strutture a riqualificare i loro ruoli acquisendo le giuste conoscenze manageriali indispensabili per gestire un’ azienda sportiva. Il Formal andrebbe somministrato anche ai collaboratori, soprattutto a quelli di provenienza tecnica, che risultano carenti di difese immunitarie quali: la comunicazione efficace, le tecniche di fidelizzazione e le strategie di vendita, fondamentali se si vuole perdurare nel mercato attuale.
           
            La ricetta che il Dottor palestra vi prescrive è dunque:

6 somministrazioni di Formal in versione coaching al team manageriale
3 somministrazioni di Formal 1°, 2°, 3° livello al team collaboratori.

E buona guarigione!!!!

domenica 25 settembre 2011

IDEA: La nostra strategia operativa 2012 per le società sportive

Verificato che il mercato è particolarmente in crisi e povero di reali soluzioni, tramite le nostre conoscenze e la nostra esperienza del mercato sportivo, oggi, siamo in grado di fornire un suggerimento operativo a tutte le società sportive che volessero migliorare il proprio status e i propri risultati economici, attuando una strategia operativa efficace che si basa su 3 punti fondamentali:


  1. Ridefinizione dell’organizzazione aziendale

  1. Sviluppo di un clima aziendale che diffonda benessere e motivazione

  1. Lavoro su un piano marketing efficace


Ridefinizione dell’organizzazione aziendale

Tramite 4 azioni principali:

1.    Formazione: dei manager che debbono sviluppare le giuste competenze manageriali;

2.    Leadership: sviluppo di tutte le capacità necessarie ad un leader per interpretare al meglio il proprio ruolo;

3.    Pianificazione: degli obiettivi per il raggiungimento della mission aziendale;

4.    Controllo: del processo in corso d’opera per valutarne l’andamento.


Sviluppo di un clima aziendale che diffonda benessere e motivazione

Tramite 3 azioni principali:

1.       Formazione: del personale su conoscenze di vendita, comunicazione e tecniche di fidelizzazione;

2.       Senso di appartenenza: sviluppo del senso di appartenenza tramite la cultura del lavoro;

3.       Controllo: del lavoro e dei progetti in corso d’opera per valutarne l’andamento ed eventualmente apportare delle correzioni.


Lavoro su un piano marketing efficace

Tramite 4 azioni principali:

  1.   Pianificazione: scelta degli obiettivi da raggiungere;

  1.   Strategie di comunicazione: sviluppo delle strategie di marketing per il raggiungimento degli obiettivi;

  1.    Piani d’azione:  fase operativa del PM con azioni che rispondono alle seguenti domande:
    -cosa sarà fatto?
    -chi lo farà?
    -quando sarà fatto?
    -quanto costerà?
-quanto tempo ci vorrà?

  1.   Controllo: verificare i risultati con controllo su tutte le fasi apportando gli eventuali interventi correttivi.




lunedì 19 settembre 2011

netwell: Come il clima aziendale può influenzare i risultati della tua azienda.

Nel girovagare per le palestre e i centri sportivi come consulente sportivo o nelle varie sedute di formazione, ho spesso avuto la possibilità di valutare lo stato di salute delle strutture anche in base a ciò che osservavo a livello di clima aziendale.

Ora è necessario fare una premessa e spiegare che cosa intendiamo per clima aziendale.

Il clima aziendale è una sorta di atmosfera respirabile ogni giorno all’interno di uffici, sale di lavoro, luoghi di contatto costruita dalla comunicazione e dai comportamenti delle parti in causa; nello specifico dei club sportivi l’atmosfera è respirabile all’interno di sale corsi, reception, bar e soprattutto spogliatoi. L’atmosfera ovviamente è creata dai collaboratori, dai dipendenti, dai responsabili, dai proprietari e ovviamente anche dai clienti.

Ogni qualvolta queste figure interagiscono tra loro da un punto di vista comunicativo, sia a carattere lavorativo che extra lavorativo, tendono ad emettere dei chiari segnali a dir poco inequivocabili, che stabiliscono la purezza o meno dell’atmosfera che li circonda e quindi lo stato di salute del clima aziendale.

A questo punto è facile intuire come, il risultato dell’azienda dipenda anche dalla qualità della comunicazione tra i vari ruoli coinvolti, ciò è evidente quando si osservano certe risposte fornite ai clienti al desk, piuttosto che al malcapitato utente che chiede informazioni al telefono; ed ancora scrutando la “qualità erogata” in una accoglienza di un prospect o nell’ interazione tra istruttori di sala e clienti frequentanti; ma i casi più complessi, haimè, coinvolgono proprietà e collaboratori dove la natura della comunicazione è spesso a senso unico, ricca di messaggi non verbali particolarmente lampanti agli occhi attenti di chi sa captarli.

Leadership sbagliate, sottomissione, richieste disattese, insofferenza, superficialità, personalismi, pettegolezzi, e tanto ancora, che un libro non basterebbe per descrivere il cocktail di macroscopici errori che contribuiscono ad abbattere ancora di più il clima aziendale.

La maggior parte delle aziende che vivono tale situazione hanno la percezione di un clima sgradevole e problematico perché lo subiscono quotidianamente ma, purtroppo, non hanno gli strumenti necessari per modificare lo stato delle cose, perdipiù relegando gli screzzi, i diverbi o i semplici malumori a cause personali.

Ancora peggio stanno invece coloro che questa percezione non l’hanno e che, quindi, attribuiscono i loro insuccessi ad altre cause, giustificando l’insuccesso con fattori quali il mercato, la crisi e la mancanza di denaro.

Credo che un attenta riflessione sull’importanza del clima aziendale sia doverosa, per chi vorrebbe ottenere dalla propria azienda i legittimi risultati economici; considerando che l’attuale difficoltà del mercato, come già più volte sottolineato in altri articoli, è anche frutto di una lunga serie di errori manageriali dovuti a carenza di cultura aziendale e scarse capacità imprenditoriali, che hanno portato a trascurare un fattore fondamentale come il CLIMA AZIENDALE!

Antonio Lombardi

Come il clima aziendale può influenzare i risultati della tua azienda.


Nel girovagare per le palestre e i centri sportivi come consulente sportivo o nelle varie sedute di formazione, ho spesso avuto la possibilità di valutare lo stato di salute delle strutture anche in base a ciò che osservavo a livello di clima aziendale.

Ora è necessario fare una premessa e spiegare che cosa intendiamo per clima aziendale.

Il clima aziendale è una sorta di atmosfera respirabile ogni giorno all’interno di uffici, sale di lavoro, luoghi di contatto costruita dalla comunicazione e dai comportamenti delle parti in causa; nello specifico dei club sportivi l’atmosfera è respirabile all’interno di sale corsi, reception, bar e soprattutto spogliatoi. L’atmosfera ovviamente è creata dai collaboratori, dai dipendenti, dai responsabili, dai proprietari e ovviamente anche dai clienti.

Ogni qualvolta queste figure interagiscono tra loro da un punto di vista comunicativo, sia a carattere lavorativo che extra lavorativo, tendono ad emettere dei chiari segnali a dir poco inequivocabili, che stabiliscono la purezza o meno dell’atmosfera che li circonda e quindi lo stato di salute del clima aziendale.

A questo punto è facile intuire come, il risultato dell’azienda dipenda anche dalla qualità della comunicazione tra i vari ruoli coinvolti, ciò è evidente quando si osservano certe risposte fornite ai clienti al desk, piuttosto che al malcapitato utente che chiede informazioni al telefono; ed ancora scrutando la “qualità erogata” in una accoglienza di un prospect o nell’ interazione tra istruttori di sala e clienti frequentanti; ma i casi più complessi, haimè, coinvolgono proprietà e collaboratori dove la natura della comunicazione è spesso a senso unico, ricca di messaggi non verbali particolarmente lampanti agli occhi attenti di chi sa captarli.

Leadership sbagliate, sottomissione, richieste disattese, insofferenza, superficialità, personalismi, pettegolezzi, e tanto ancora, che un libro non basterebbe per descrivere il cocktail di macroscopici errori che contribuiscono ad abbattere ancora di più il clima aziendale.

La maggior parte delle aziende che vivono tale situazione hanno la percezione di un clima sgradevole e problematico perché lo subiscono quotidianamente ma, purtroppo, non hanno gli strumenti necessari per modificare lo stato delle cose, perdipiù relegando gli screzzi, i diverbi o i semplici malumori a cause personali.

Ancora peggio stanno invece coloro che questa percezione non l’hanno e che, quindi, attribuiscono i loro insuccessi ad altre cause, giustificando l’insuccesso con fattori quali il mercato, la crisi e la mancanza di denaro.

Credo che un attenta riflessione sull’importanza del clima aziendale sia doverosa, per chi vorrebbe ottenere dalla propria azienda i legittimi risultati economici; considerando che l’attuale difficoltà del mercato, come già più volte sottolineato in altri articoli, è anche frutto di una lunga serie di errori manageriali dovuti a carenza di cultura aziendale e scarse capacità imprenditoriali, che hanno portato a trascurare un fattore fondamentale come il CLIMA AZIENDALE!

Antonio Lombardi

domenica 11 settembre 2011

Le 10 parole che possono cambiarti la vita!




Consapevolezza: di sé e dei propri limiti; solo con un attenta introspezione si comprendono i propri limiti e si trovano nuovi traguardi per crescere. So che hai qualità, grinta, determinazione, intelligenza, ma quali sono le tue debolezze?

Cultura: in un momento storico dove tutti si lanciano a fare tutto, in cui l’appiattimento professionale diventa dilagante, a fare la differenza sono coloro che sanno, coloro che studiano e sanno trasferire conoscenza. Leggi, apprendi, impara; dall’arte, dal design, dai comportamenti, dalle nuove tecnologie e cogli i particolari.

Emozione: qualcuno mi ha detto<questa è una società senza soldi, a cui rimane solo la possibilità di provare emozioni> perciò l’equazione che si ricava è emozioni=successo. Goleman insegna che l’intelligenza emozionale è il metro di misurazione delle capacità dell’uomo moderno. Ascolta le tue emozioni!

Fascino: devi essere un grande seduttore, generare magnetismo e mistero, sfoderando fascino attraverso la giusta comunicazione, e allora che ti seguiranno e metteranno l’anima per te!

Innovazione: Non avere paura di ripartire da zero. Se rimani attaccato a ciò che hai già fatto non vedrai le opportunità che ti stanno intorno. Oggi il successo è di coloro che sanno reinventarsi.

Obiettivo: Sii visionario! Il tuo obiettivo lo devi vedere, quantificare, perseguire con impegno e fatica, ma solo la tenacia oltre gli ostacoli ti porterà fino in fondo! Cogli l’ispirazione!

Orgoglio: tiralo fuori quando ti sentirai indietro agli altri, quando non vedrai speranze, quando la situazione sarà difficilissima, ..ecco, solo allora tira fuori il tuo orgoglio!

Progetto: trasforma il sogno in realtà. Come afferma Steve Jobs perseguire un obiettivo significa anche dire di NO!. Concentrati su un numero ristretto di progetti senza disperdere energie e risorse.
Prendi una penna e un block notes scrivi in alto al centro “Sviluppo del progetto” e poi inizia!

Relazione: devi essere in grado di creare relazione con chi ti può aiutare, con chi sarà tuo cliente, con i tuoi collaboratori. Frequenta persone vincenti e impara da loro!

Umiltà: è la forza dei campioni, la classe dei vincenti, la vera capacità dei più forti! Prova a chiederti quando è stata l’ultima volta che sei stato umile...? Ecco, riproponi quell’ atteggiamento sempre!

Antonio Lombardi

martedì 6 settembre 2011

Perché non funziona?

Da qualche tempo è una domanda che mi faccio spesso quando ripenso ai motivi percui un’azienda non funziona.
Senti parlare tanto di crisi economica mondiale e di poco denaro in circolazione; senti proprietari di aziende prendersela con il personale che lavora poco e senti il personale accusare la proprietà che non paga abbastanza; senti elettricisti chiedere come contattare nuovi clienti perché hanno sentito di un “certo” CRM, senti falegnami a corto di contratti invidiare i pizzaioli e senti i pizzaioli a corto di clienti fare massaggi per arrotondare.

Ma alla fine perché non funziona?

Leggi i post su facebook degli amici (precari) che criticano il governo per le nuove tasse imminenti, e gli amici (disoccupati) degli amici(precari) scrivere che è assurdo che loro siano senza stipendio mentre i calciatori scioperano.
Accendi la tv sul primo ed il telegiornale parla di crisi, sul due c’è crisi ma solo per gli altri, sul tre la colpa è della destra, sul quattro la colpa è della sinistra, sul cinque non è colpa di nessuno, sul sei ci sei e non ci sei, sulla sette si attacca silvio e sulle altre si parla della sagra delle lumache.

E alla fine ti chiedi.. perché non funziona?

Ma ogni volta arrivo sempre alla stessa conclusione!

Il mio pensiero è che la società è tanto cambiata e continua a modificarsi ogni giorno in maniera sconcertante per tutti coloro che questo cambiamento lo subiscono inesorabilmente.
È cambiata la società soprattutto per come è cambiata la comunicazione e i mezzi con il quale si trasmettono e si ricevono i messaggi. Una moltitudine di forme e strumenti comunicativi riempiono la nostra giornata modificando, manipolando, trasformando i messaggi che ci pervengono, distorcendo tal’ora la realtà dei fatti, enfatizzando e drammatizzando le notizie, anche quelle poco rilevanti o addiritura non corrispondenti alla realtà.
Questa modalità pseudo-comunicativa altera la verità, costruisce modelli sociali irragiungibili e fornisce un immagine catastrofica della realtà, che come tutte le notizie negative si trasmette cinque volte più velocemente, togliendo sicurezza e depotenziando coloro che questa meccanica la subbiscono in maniera subliminale, trascinandoli verso il baratro della demotivazione cronica e insanabile.
Ma un bagliore di sottile speranza si riesce a notare in fondo a questo tunnel infinito, è la strada della cultura e della formazione continua, che aiutano a comprendere fenomeni come questo in cui ci ritroviamo gioco-forza coinvolti ma che con la giusta conoscenza puoi affrontare il futuro con una speranza nuova.
La cultura è stata sempre il mezzo di sviluppo dell’ uomo e del suo sapere, tramite la conoscenza è nata la scienza, la tecnologia e l’innovazione; è proprio tramite l’innovazione consapevole, che si genera il benessere, ovvero, perfezionando un pensiero e rendendolo cosciente della realtà attuale, questa è la strada del cambiamento.
Oggi c’è una dilagante necessità di formazione a tutti i livelli, dal manager al dipendente dal commerciante all’ acquirente; una estrema esigenza di "sapere" per poter essere in grado di rivedere ruoli, sistemi e competenze che diano nuovo impulso al lavoro, per avere il coraggio di cambiare, creare, innovare il modo di intendere il lavoro. Questo funziona!

Antonio Lombardi