-

venerdì 23 dicembre 2011

Il piriforme e la camminata tipica da danzatore

 
Cammini con i piedi (o un piede) all’infuori?
Probabilmente, e può essere un’ipotesi, dipende dalla retrazione del muscolo piriforme.clip_image001
Questo muscolo, monoarticolare e a vocazione prettamente tonica riveste un ruolo importante nella postura in quanto stabilizza il rachide attraverso la sua inserzione prossimale sul sacro e quella distale sul grande trocantere del femore; in modo particolare per assolvere questo compito lavora in sinergia con un altro muscolo tonico che è l’ileo-psoas. Inoltre lavora in termini extrarotatori con altri sei muscoli profondi dell’anca. L’ipertono di questi muscoli ossia la loro retrazione può essere causa del caratteristico camminare dei danzatori ossia con i piedi all’infuori; una extrarotazione dell’arto inferiore oltre i 45° ne rappresenta un indizio di quasi assoluta certezza; la retrazione spesso è associata a dolore nella regione lombare della schiena verosimilmente dovuto alla compressione che può subire il nervo sciatico che decorre appunto attraverso il ventre di questo muscolo causando dolore e infiammazione;

Alessandro Bertolusso


Per approfondimenti:
Myers, t. 1998 Poise: Psoas-piriformis balance. Massage magazine 72 - 1998

martedì 13 dicembre 2011

Facebook: profili personali, pagine fan o gruppi?

Quali sono le caratteristiche e le funzionalità di ogni tipologia di iscrizione a Facebook e perché scegliere una piuttosto che l’altra.

Su Facebook ci sono norme di comportamento ben precise che vanno rispettate se non si vuole correre il rischio di vedersi chiuso un account (perdendo magari mesi di lavoro e migliaia di contatti).
La regola principale è che gli account aziendali devono essere creati come pagine fan (scegliendo tra le varie tipologie disponibili) e non come profili personali o gruppi.  Quindi, se si registra una ragione sociale in un profilo personale o in un gruppo e li si usa attivamente per farsi pubblicità verso altri membri, questo account sarà un ottimo candidato alla chiusura.
La logica di questa scelta è che Facebook vuole evitare di inondare le caselle mail dei propri iscritti con notifiche di messaggi pubblicitari mascherati da contatti personali.  Per questo esiste la differenza tra profili personali, gruppi e pagine aziendali.
Dietro questa motivazione c’è anche naturalmente la precisa strategia commerciale di spingere il più possibile l’uso di strumenti pubblicitari a pagamento, invece dei contatti personali diretti (gratuiti).
Vediamo in una tabella di comparazione quali sono le caratteristiche principali delle tre tipologie di account.
Tabella comparativa profili personali pagine e gruppi Facebook
La prima grande differenza tra i profili personali e le pagine fan è la limitazione al numero massimo di contatti e la necessità di confermare ogni singolo nuovo “amico” (*fatta eccezione per l’iscrizione unilaterale agli aggiornamenti di status). Per i gruppi invece la conferma di iscrizione è opzionale (è la principale differenza tra gruppi “aperti” e “chiusi” o “nascosti”).
Seconda differenza fondamentale è l’impossibilità per le pagine fan di raggiungere gli utenti via mail attraverso le notifiche automatiche del sistema (che hanno tassi di apertura vicini al 100%).  Al contrario, quasi tutte le interazioni dirette (messaggi, inviti ad eventi, ecc.) o indirette (tag nelle foto, citazioni, ecc.) tra profili personali oltre a essere molto più visibili nelle rispettive bacheche, generano spesso mail di avviso e non solo notifiche on line (visibili solo se ci si collega e si apre l’apposita area), così come molte attività di aggiornamento dei gruppi.
Per quanto riguarda invece la visibilità nei motori di ricerca (soprattutto in Bing, che ha accordi diretti con FB), i contenuti inseriti nelle pagine fan sono i più visibili in assoluto.  Attenzione però al fatto che la pagina aziendale non si posizioni nei motori prima del nostro stesso sito per ricerche relative alla nostra ragione sociale. Ciò potrebbe infatti portare qualche utente a preferire un meno impegnativo “mi piace” rispetto all’iscrizione nella nostra newsletter (il che va assolutamente evitato se vogliamo portare sotto il nostro controllo diretto i contatti provenienti dal Social Network).
Altro vantaggio importante delle pagine fan è la visibilità dei contenuti inseriti anche ai non iscritti.  La cosa è possibile in opzione anche per i gruppi, ma non per i profili personali (fatta eccezione per alcuni contenuti più “esterni”).
Per quanto riguarda le applicazioni, non ci sono sostanziali differenze di gestione tra pagine fan e profili, mentre nei gruppi le possibilità sono ovviamente molto più limitate.
Altro punto forte delle pagine rispetto a profili personali e gruppi è la possibilità di realizzare tab personalizzati, che attraverso frame in linea permettono di inglobare intere pagine web esterne (e quindi anche moduli di iscrizione, banner pubblicitari, ecc.).  Inutile sottolineare come ciò sia fondamentale per spostare il numero massimo possibile di contatti da Facebook a un data base di marketing sotto il nostro controllo diretto.
Altro aspetto in cui le pagine fan hanno maggiori funzionalità sono le statistiche di visualizzazioni e interazioni (FB Insights) e i widget, cioè le applicazioni che consentono di interagire direttamente con la pagina da siti esterni.  Tra queste ultime è particolarmente importante la “like box” (usata anche in questo sito), che, oltre ad aumentare le possibilità di interazione della pagina, svolge anche un’importante funzione di “convalida sociale”.  Mostrare al visitatore del nostro sito quali suoi amici hanno già cliccato su “mi piace” nella nostra pagina, implica infatti due considerazioni:
  • un sito/pagina con molti fan non può essere poi così male
  • se mi vengono subito mostrate alcune persone che stimo tra quelle a cui è piaciuta la pagina, sarò molto meglio predisposto nei confronti del sito.
Non dimentichiamo poi che il “mi piace” espresso tramite il widget sul nostro sito è sempre un’ottima azione obiettivo secondaria.  Detto in altri termini: è meglio di niente! ;-)
Altro aspetto utile nelle pagine fan è la possibilità di personalizzare l’indirizzo della pagina, cambiando l’URL parametrico (numerico) attribuito da FB al nostro account.  Questo può essere di aiuto mnemonico per gli utenti (e per il motore di ricerca interno di Facebook), oltre a essere una azione di branding indiretta.  Anche sui Gruppi è possibile modificare l’URL di visualizzazione (creando nelle impostazioni un indirizzo mail di riferimento per i messaggi degli iscritti).
Un punto decisamente a favore dei gruppi, oltre alle notifiche dirette via mail delle attività degli iscritti, è poi la possibilità di creare e lavorare in più persone su documenti condivisi.  Si tratta ovviamente di una caratteristica pensata appositamente per questo tipo di utenza e non avrebbe senso nelle altre tipologie di account.
Anche la possibilità di inserire tag nelle immagini si differenzia nei tre tipi di accesso.  Infatti, è consentito “taggare” foto o video inserendo riferimenti ad altri account o pagine solo da parte di profili personali e pagine fan (sia pure con alcune limitazioni per queste ultime), mentre i gruppi non possono farlo.
Altra differenza fondamentale è nella gestione degli eventi Facebook. Dai profili personali si possono infatti inviare inviti notificati poi via mail dal sistema (previa selezione manuale con un clic per ogni “amico” coinvolto), mentre le pagine fan posso creare eventi, ma non possono raggiungere i propri collegamenti in via diretta (gli inviti verranno notificati solo on line nell’apposita area e saranno più o meno visibili ai destinatari a seconda delle interazioni che hanno normalmente con quella pagina).  Questa differenza limita molto la visibilità di eventi creati da pagine fan rispetto a quelli promossi attraverso profili personali.  Gli iscritti ai gruppi invece ricevono notifiche dirette via mail per ogni aggiornamento (sempre che non le abbiano disabilitate), e quindi anche quelli legati a eventi.
Questo è uno dei motivi per cui conviene comunque sempre avere un approccio “multi-accesso”, creando cioè una o più pagine fan e gruppi collegati, da gestire poi attraverso uno o più profili personali di amministrazione.  Una struttura di questo tipo consente infatti di bilanciare e usare al meglio le caratteristiche di ogni tipo di account, cosi da fare da reciproca cassa di risonanza per le attività pubblicate su ognuno.
Ad esempio, per promuovere un evento aziendale o un’occasione speciale, potresti ricreare l’evento in Facebook attraverso la pagina aziendale e invitare direttamente i contatti dei profili personali che l’amministrano (che avrai avuto cura di selezionare magari tra i fan più attivi), lasciando poi che siano loro stessi a invitare gli altri.  Se fosse presente anche un Gruppo, naturalmente la cosa andrebbe promossa anche attraverso quello, in modo da aumentare la copertura degli utenti raggiunti dal messaggio.
L’ideale sarebbe quindi gestire almeno un profilo personale “professionale” (in cui ci sono soprattutto contatti di lavoro) che amministra una o più pagine aziendali ed eventuali gruppi (quando ciò è possibile).


articolo pubblicato da : http://www.sito-perfetto.it/nc/aggiornamenti-articoli-comunicazione-web/aggiornamenti-disponibili/articolo-selezionato/novita/facebook-profili-personali-pagine-fan-o-gruppi-60.html

Facebook: profili personali, pagine fan o gruppi?

venerdì 9 dicembre 2011

Low back pain: retroversione si o retroversione no?

 
Perché, esiste chi sostiene di no?....
a quanto pare sembra proprio di si: tra le varie ricerche che sostengono questa versione vi riporto un articolo di Stuart McGill….non si tratta dell’ultimo istruttore di sala ma del Professore ordinario della cattedra di biomeccanica della colonna vertebrale presso il dipartimento di cinesiologia dell’Università di Waterloo Ontario – Canada. Tra l’altro la sua ricerca è stata recentemente accettata e riconosciuta in Italia da un organismo autorevole quale il Gruppo di Studio della Scoliosi e delle patologie vertebrali.
Nel programma proposto gli esercizi addominali sono eseguiti nel rispetto della fisiologica lordosi lombare evitando sempre il lavoro in cifosi-lombare e per quanto possibile la retroversione del bacino.
Se talvolta si fa eseguire l’esercizio di retroversione del bacino, si consiglia l’uso di uno spessore di cm 2-3 in sede lombare per il rispetto della fisiologica lordosi della colonna lombare (in certi esercizi possiamo disporre le nostre dita dietro la regione lombare).
Sempre secondo McGill la retroversione del bacino provoca flessione anteriore del rachide lombare e impone sin dall’inizio dell’esercizio un precoce carico all’anulus e al legamento longitudinale posteriore; tale sovraccarico si associa a un incremento del rischio di lesioni.
Un rachide “neutrale” (lordosi lombare fisiologica: ossia né in iperlordosi, nè in ipolordosi) raggiunge un particolare equilibrio elastico con riduzione al minimo della compressione sull’anulus, legamenti e faccette articolari posteriori.
E’ buona norma non solo evitare la retroversione del bacino e la cifosi lombare, ma anche instaurare la fisiologica lordosi lombare (simile a quella che si ha in posizione eretta) o leggermente modificate in modo da far eseguire l’esercizio correttivo senza dolore e senza rischio.
                                                                                                 Alessandro Bertolusso


Riferimenti:
  • Low Back Exercises: Evidence for Improving Exercise Regimens - PHYS THER. 1998; 78:754-765. Stuart M McGill
  • The biomechanics of low back injury: Implications on current practice in industry and the clinic – Human kinetics, 1993

Intervento al Meeting di Sassari

 

Sabato 3 Dicembre si è tenuto a Sassari il meeting "ASD: le regole per una gestione efficace" , che ha visto la partecipazione, tra l'altro, del Dott. Gian Nicola Montalbano presidente del Coni provinciale di Sassari e della Dottoressa Sara Chen, Dottore commercialista esperta di Enti No-profit.

Tra i relatori anche il Dott. Antonio Lombardi docente del Coni nazionale, consulente e formatore del settore sportivo, ecco le sue parole:

Credo non sia una novità, che il futuro del mondo sportivo sia, ultimamente, alquanto incerto; la preoccupazione nasce dalle probabilissime nuove normative che lo stato potrebbe varare a brevissimo. A rischio è la nostra armatura di agevolazioni, scappatoie formali, esenzioni fiscali, che lo stato non è più in grado di garantire e soprattutto ...non vuole garantire!DSC_0041

Probabilmente siamo alla fine di un epoca (quella delle agevolazioni) che lascia il passo ad un tempo nuovo, di maggior rigore, che di sicuro cambierà il volto delle imprese del settore sportivo, considerate ormai da tempo, anche, ahimè, dalla stessa agenzia delle entrate, vere e proprie società di lucro, sotto le spoglie “riconosciute” di ASD.

Se andiamo ad esaminare il mercato italiano e non solo, ci rendiamo conto che il sistema economico sta collassando e questo porterà lo Stato a tagliare un po’ dovunque ed il nostro settore risulterà uno dei maggiormente colpiti, depennando la possibilità di fare impresa nel mondo sportivo senza assumersi il rischio di impresa!

Diversi segnali gli abbiamo già ricevuti, i tagli del CONI: che ha presentato la sua manovra finanziaria abolendo le «province». Una rivoluzione: tutti i comitati provinciali, da Aosta a Ragusa, passando per Milano e Roma, CHIUDONO i BATTENTI!!!!. Una manovra da una trentina di milioni di €uro, quella di Petrucci.

Tagliate 100 sedi di comitati provinciali, per oltre 1000 consiglieri provinciali. La loro attività passa nelle mani degli organismi regionali.

Sarà uno choc: Il momento è delicatissimo, lo Stato taglierà, inevitabilmente, parte dei finanziamenti allo sport italiano.

E poi ci sono i controlli recenti dell’agenzia delle entrate: per quanto concerne l’attività di controllo svolta nel 2010 nei confronti dei complessivi enti non commerciali, sono state eseguite circa 1.000 verifiche!!! Le quali hanno consentito di fare emergere maggiore imponibile, non dichiarato, per circa 133 milioni ai fini dell’IRES e 105 milioni ai fini IRAP, nonché il mancato pagamento di IVA per circa 28 milioni. Sono stati effettuati, inoltre, circa 2.200 accertamenti, con un recupero complessivo di imposte di oltre 120 milioni di €uro.  

DSC_0043Tali dati si riferiscono all’intera platea degli enti non commerciali, di cui le associazioni sportive dilettantistiche costituiscono una parte.

Per cui, e doveroso iniziare a fare un ragionamento che vada verso una nuova direzione!

Prendiamo l’esempio delle catene di Wellness, dei centri di fitness, delle società di calcio, le quali hanno strutturato un organizzazione societaria di tipo aziendale; con questo non vogliamo pensare di imitarli in toto, anche perché non sono certo modelli attualmente replicabili dalle nostre associazioni, ma sono un esempio di come l’alternativa esista, riproducibile diversamente a seconda delle realtà e del posizionamento sul mercato, ma è certo che la strada è già stata tracciata.

Il futuro del nostro settore passa dall’abilità, anche delle piccole associazioni sportive, di rivedere la propria modalità di gestione, avvicinandola il più possibile alla realtà delle più organizzate società sportive, acquisendo quelle capacità manageriali che contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi associativi, alla capacità di saper gestire in maniera efficace la forza lavoro, alle conoscenze di marketing e di organizzazione dei servizi all’utente finale necessari a garantire i risultati sperati.

Non possiamo più trovarci, a causa di una distorta visione del no-profit, nella condizione di avere associazioni con bilanci in rosso e con i dirigenti costretti a coprire le perdite con capitali propri, aggiungendo poi, oltre al danno, la beffa di vedersi sanzionati dai controlli dell’agenzia delle entrate.

Altri si sono già mossi in questa direzione, creando opportunità lavorative e possibilità di una migliore stabilità economica; esistono esempi anche nella regione Sardegna, con ASD che stanno affrontando un percorso formativo che permetta loro di acquisire quelle skills manageriali, che sono l’apripista del cambiamento verso una gestione sempre più precisa ma soprattutto efficace e produttiva.

...I tempi cambiano, ormai, in maniera repentina ed è doveroso cercare di stare al passo con essi, se non si vuole restare schiacciati dall’ evoluzione dei mercati che non ammettono più i ritardatari e gli inconsapevoli.>

mercoledì 7 dicembre 2011

EMAIL marketing TREND 2011

La ricerca realizzata con The Nielsen Company mira a indagare i comportamenti e le percezioni relative all’utilizzo dell’email da parte degli utenti italiani. L’obiettivo è sapere direttamente quali sono le loro sensazioni nei confronti della posta elettronica e quali i loro desideri in termini di contenuti frequenza di ricezione etc.
Nello specifico, tra i temi indagati:
 Utilizzo della posta elettronica da parte degli utenti internet (quante caselle, quanto spesso visitate, n°medio di email ricevute al giorno, etc…);
 Abitudini di lettura della posta elettronica(con quale frequenza, su quali supporti, etc…)
 Percezione quotidiana del proprio rapporto con l’email(gusti e preferenze sulle comunicazioni spedite dalle aziende, su quali settori, percezione di spam)
 Percezione di valore(l’emailè vissuta come abilitante alla vita quotidiana? eventuale analisi del rapporto tra direct cartaceo e digitale)
 Focus sul tema della privacy
 Focus sul tema dell’e-commerce.
La ricerca fa emergere alcuni dati interessanti:
  1. Il 61% degli intervistati dichiara di cancellare le email che sono percepite come indesiderate senza nemmeno leggerle;
  2. Il mittente riveste un ruolo centrale nella scelta di lettura (42%) e risulta più importante dell’oggetto (8%);
  3. Solo la metà degli argomenti ricevuti (51%) viene giudicata interessante;
  4. Gli apparecchi mobili sono usati da circa il 30% degli utenti;
  5. Per il 38% degli intervistati è importante che le e-mail abbiano una bella grafica;
  6. Per il 30% degli intervistati le e-mail con un aspetto grafico poco curato non suscitano interesse alla lettura;
  7. Al 73% degli intervistati piacciono solo le newsletter che propongono offertecommerciali interessanti/vicine alle proprie esigenze;
Se a questi dati aggiungiamo la considerazione che la mancanza di rilevanza nei messaggi viene considerata come spam, appare chiaro come la centralità dei contenuti rivesta oggi un ruolo assolutamente fondamentale nelle strategie di email marketing.
image
image
image
image
fonte:www.magnews.it –Email Marketing Trends 2011 –The User Experience
http://www.magnews.it/it/risorse/ricerche-email-marketing

martedì 6 dicembre 2011

FitnessFirst e il mobile marketing

Fitness First, multinazionale leader mondiale nella gestione diretta di fitness club, vanta più di 500 club del benessere in Europa, Asia e Australia, per un totale di 1.500.000 soci. In Italia, dove il primo centro è stato inaugurato nel 2001, Fitness First registra una crescita costante: ad oggi, infatti, sono ben 18 i club aperti. Tra questi, le quattro strutture attive della città Milano offrono soluzioni innovative sul fronte dei servizi ai clienti, come ad esempio un Club riservato solo alle donne, con uno staff interamente femminile, e una piscina per allenarsi anche in acqua.

Benessere totale, altissima qualità, prezzi accessibili. Sono questi i valori su cui si basa la filosofia di Fitness First, che garantisce attrezzature di ultima generazione, allenamento personalizzato e servizi curati nei minimi dettagli, per offrire ai soci non soltanto centri all’avanguardia dal punto di vista tecnico, ma anche un’atmosfera amichevole e coinvolgente.

E proprio con l’obiettivo di creare un’occasione in più per allenarsi e incontrare gli amici, e nello stesso tempo far conoscere i propri servizi, Fitness First ha recentemente organizzato in tutti i centri d’Italia l’iniziativa “Porte Aperte” che, per un week-end, dava a chiunque la possibilità di accedere ai servizi Fitness First e di allenarsi gratuitamente. L’avviso a tutti i soci è stato inoltrato via SMS, attraverso la piattaforma tecnologica fornita da Mobyt, società leader a livello italiano nell’offerta di servizi e soluzioni di mobile messaging. Fitness First ha utilizzato gli strumenti di integrazione applicativa forniti da Mobyt per accoppiare al meglio il servizio di spedizione SMS al proprio sistema informativo. Il riscontro in termini di presenze all’iniziativa, unito alla semplicità di gestione della comunicazione, è stato eccellente.

Un modo semplice, immediato, e di sicuro successo per fare una comunicazione efficace “one to one”, che se veicolata soltanto attraverso un mezzo più tradizionale, come ad esempio la stampa di locandine o la distribuzione di depliant informativi, non avrebbe potuto raggiungere così capillarmente tutti i destinatari dell’iniziativa. Il servizio offerto da Mobyt a Fitness First, affidabile e soprattutto verificabile grazie alla notifica dell’effettiva consegna dei messaggi, ha consentito la tracciabilità e la misurabilità dell’efficacia dell’iniziativa.

L’esigenza di Fitness First di rivolgersi a una società come Mobyt è nata, infatti, proprio per rendere più immediate, più semplici, e più efficaci tutte le comunicazioni tra il club, i soci ed altri eventuali stakeholder: informare sulle promozioni, sulle nuove attrezzature inserite in sala macchine, ricordare la scadenza dell’abbonamento mensile, chiedere un feed-back a chi ha effettuato una prova in palestra e così via. Grazie ai positivi risultati raggiunti in termini di redemption, la collaborazione tra Fitness First e Mobyt si è consolidata nel tempo, in vista di nuovi ed ulteriori sviluppi.

lunedì 28 novembre 2011

Bere vino può migliorare la prestazione sportiva?

 
         Sembra così per la palestra Step&Fitness di Cagliari, che da circa un anno collabora attivamente con la cantina di Dolianova; la sinergia a preso il via con la creazione di un evento incentrato sul tema “alimentazione e il bere equilibrato” che ha aperto la strada verso quella che oggi sembra essere un iniziativa culturale e di marketing particolarmente innovativa.
La responsabile marketing della struttara Step & Fitness, la Dott.ssa Lula De Giorgio è l’artefice dell’idea, che ha visto partecipare a questo progetto tre grandi aziende sarde, quali la Cantina di Dolianova, la SuschiMania e l’ associazione STEP&FITNESS, organizzando un evento che ha unito la ricchezza dei sapori orientali ai profumi del nostro vino, il tutto accompagnato da un insieme di emozioni e movimenti quotidiani che portano ad un corretto stile di vita.
Va detto che il vino, consumato in dosi moderate, è in grado di contribuire efficacemente alle funzioni di catabolismo ed anabolismo del corpo umano conservando particolari condizioni di acidità ed alcalinità, le quali favoriscono il metabolismo di grassi, zuccheri e proteine. Inoltre, il vino risulta ricco di fruttosio, uno zucchero monosaccaride con la proprietà di non essere insulino dipendente risultando, quindi, non dannoso anche per i soggetti diabetici.
La cantina sociale di Dolianova, sensibile alla relazione tra alimentazione e movimento, ha supportato questa connubio contribuendo ad una sponsorizzazione per il centro sportivo STEP&FITNESS, che potesse consolidare ulteriormente l’abbinamento vino e movimento.
L’iniziativa è tutt’ora in corso con estremo piacere dei numerosi sportivi che frequentano la struttura, i quali hanno la possibilità di assaporare un piacevole sorso di vino al termine della seduta di allenamento.
Riteniamo che in tempi difficili come questi, un idea di marketing di questo tipo risulti essere, non solo innovativa, ma anche estremamente piacevole!

mercoledì 23 novembre 2011

Meeting a Sassari 3 Dicembre 2011

netwell brochure meeting
Sabato 3 Dicembre 2011 presso la sala conferenze dell’ Hotel Leonardo da Vinci in via Roma, 79 a Sassari,  si terrà un meeting informativo, con ingresso gratuito, che affronterà un argomento particolarmente scottante e di estrema attualità: la gestione efficace delle associazioni sportive, alla luce dei recenti controlli dell’ amministrazione finanziaria.
All’incontro interverranno il Presidente del Coni provinciale di Sassari, il dott. Gian Nicola Montalbano, il dott. Antonio Lombardi docente del Coni e consulente per le aziende sportive, la dott.ssa Sara Chen dottore commercialista e revisore dei conti.
L’obiettivo del meeting è quello di sensibilizzare gli operatori del settore sportivo, sulla necessità di rivedere la gestione amministrativa e organizzativa delle asd, considerando le recenti modifiche alla legislatura di riferimento, che hanno portato ai conseguenti controlli sfociati anche in pesanti sanzioni.
Per cui, siete tutti invitati a partecipare, è sufficiente inviare una semplice richiesta di prenotazione a: netwell@libero.it e scaricare l'invito che trovate qui sopra.

sabato 5 novembre 2011

convention trimotion

non perdetevi la straordinaria CONVENTION "TRIMOTION"

trovi il modulo di iscrizione al sito : http://www.fbiteam.it/
trovi il modulo di iscrizione al sito : http://www.fbiteam.it/
trovi il modulo di iscrizione al sito : http://www.fbiteam.it/

venerdì 4 novembre 2011

Palestra a Cagliari? Una proposta di sport a impatto zero dall'associazione ''Isola Sportiva'' | Marrai a Fura

Oggi vi segnalo un IDEA interessantissima, in linea con le strategie di marketing sostenibile, frutto della visione dell'ASD "Isola sportiva":

A Cagliari una proposta di sport a impatto zero, alternativa alla solita palestra


isola-sportiva-logo-grandeCon l’autunno tornano i buoni propositi, succede anche a voi cari amici di Marrai a Fura? Uno dei più classici è: “Sì, mi iscrivo in palestra”. E poi?!?
Sicuramente quest’anno sarete stimolati da una nuova proposta che arriva a Cagliari: unapalestra naturale e all’aria aperta, con deipreparatori a vostra disposizione.
L’idea nasce da Isola Sportiva, l’associazione di tre giovani sardilaureati in Scienze Motorie.
Per promuovere e diffondere il corretto utilizzo della pratica sportiva e per educare a stili di vita sani, l’associazione ha scelto di portare avanti le sueattività all’aria aperta. In questo modo, a beneficiarne sono sia le persone, che  possono riscoprire il rapporto uomo-natura, sia l’ambiente stesso: vengono infatti azzerati i consumi dovuti all’impianto di illuminazione, ai condizionatori e agli strumenti per il riciclo dell’aria e alle attrezzature come cyclette o tapis roulant.
Isola Sportiva propone varie attività:
isola-5 Military Fitness Training Aerobic Park Fitness
 
Ginnastica dolce
 
Stretching All Sports
 
Valutazione funzionale
 
Recupero funzionale
► Escursioni
  
 Formazione Outdoor
Il 30 ottobre 2011 presso il parco comunale Terramaini a Cagliarisono state presentate le varie attività. Il 6 novembre si replica allostabilimento balneare Marlin, al Poetto di Quartu Sant’Elena. Se volete un allenamento a impatto ambientale zero non vi resta che partecipare e scegliere il corso  che fa per voi.
terramaini-sport-2
terramaini-sport-1
Ecco il programma della mattinata di domenica 06/11/2011
 10.30 registrazione dei partecipanti
 10.45 inizio delle attività con riscaldamento di gruppo
 11.00 dimostrazione Military Fitness Training
 11.30 dimostrazione Aerobic Park Fitness
 12.00 dimostrazione Ginnastica Dolce
 12.30 dimostrazione Stretching All Sports
L’iscrizione annuale all’associazione è gratuita per chi aderisce ad una delle attività il giorno dell’inaugurazione!
Isola Sportiva è iscritta al Registro delle Società e Associazioni Sportive del CONI ed è affiliata al Centro Sportivo Italiano.
isola-1isola-1isola-1isola-1isola-sportiva-logo-miniContatti
Fonte: isolasportiva.it | Foto: cagliarieprovincia.com